Il valore salvifico ed educativo dei Sacramenti della fede

Il valore salvifico ed educativo dei Sacramenti della fede

di Giuseppe Lubrino

UNA RIFLESSIONE SUI SETTE SACRAMENTI

In questo periodo dell’anno si assiste particolarmente al fenomeno delle cerimonie e delle feste un po’ in tutte le famiglie italiane. Nella maggior parte dei casi, si tratta di Prime Comunioni, Battesimi, Cresime e Matrimoni. Sorge spontanea la domanda che cosa sono i Sacramenti? Hanno dei fondamenti biblici o sono pura invenzione della Chiesa Cattolica? Oltre a fornire una risposta a tali interrogativi con l’articolo presente si intende suscitare nei credenti un maggiore interesse per questo tema. (Per ulteriori approfondimenti si rimanda al testo seguente: C. Rocchetta, I Sacramenti della fede, Saggio di Teologia Biblica sui Sacramenti quali “meraviglie della salvezza” nel tempo della Chiesa, EDB, 1 gennaio 1993, pp. 528). Tale testo benché un po’ datato conserva la sua attualità ed esaustività.

I Sacramenti sono dei veri e propri canali attraverso cui giunge ai credenti la Grazia di Dio. Il Dio della Bibbia attraverso i Sacramenti comunica in maniera tangibile ai credenti la grazia della salvezza operata da Gesù Cristo con la Redenzione realizzatasi nel mistero pasquale. I Sacramenti sono delle meraviglie di salvezza che ci mostrano l’opera di Dio a favore dell’umanità all’interno della storia, sono una scuola di educazione alla fede e alla vita. Essi hanno un forte carattere mistagogico per i fedeli che li ricevono attraverso dei riti i quali esprimono la realtà che significano. Pertanto, i Sacramenti svolgono all’interno della Liturgia della Chiesa una forte e perenne azione educativa che aiuta i fedeli a crescere e maturare nella fede e nella vita. Ogni parola e ogni gesto inerente questi segni visibili della grazia di Dio ci rimanda ad una dimensione profonda della fede ed è fonte di rinnovamento del cuore.

I Sacramenti sono sette: Battesimo, Cresima, Riconciliazione, Eucarestia, (iniziazione cristiana), Unzione degli infermi, Matrimonio e Ordine Sacro (sacerdozio). La Chiesa non si è inventata nulla! Ognuno dei sette Sacramenti è rintracciabile all’interno della Sacra Scrittura nell’Antico e, in modo speciale, nel Nuovo Testamento. La Tradizione cristiana li ha appresi dagli Apostoli ed è ovvio poi che nel corso dei secoli li ha classificati, elaborati e sistematizzati a beneficio dei fedeli. Per ognuno dei sette sacramenti si indicheranno i fondamenti biblici che né sono alla base e si chiariranno gli effetti che essi producono nella vita dei cristiani. I Sacramenti, infatti, sono una vera e propria scuola di umanità, grazia e santità realizzata per tutti i cattolici del mondo.

Il Battesimo (Mt 28,19-20; Mc 16,15-20; At 2,36-38).

Il Battesimo = immersione: è il primo dei sette sacramenti. Con esso ogni uomo-donna è inserito nella famiglia di Dio. Entra ufficialmente ed è effettivamente membro attivo della comunità dei salvati in Cristo.

O non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. (Cf. Rm 6,3-7).

Il Battesimo abilita ciascun neofita ad entrare nel mistero di Cristo: attraverso il battesimo ogni persona è conformata a Gesù e in Gesù con il dono dello Spirito può chiamare Dio Padre. Il Battesimo pone i credenti al servizio del Regno di Dio e gli conferisce la dignità di figli del Padre Celeste. Esso, peraltro, ha un effetto catartico e salvante nel cuore di chiunque lo riceve. Il battesimo distrugge il famigerato “peccato originale” che è una particolare inclinazione del cuore dell’essere umano al male. Tuttavia, poiché la salvezza operata dal Signore non è ancora terminata capita che, nel lungo percorso della vita, la persona umana debole e fragile può ‘mancare nel bene’ e commettere nuovamente il male. A questo punto necessiterà, dunque, della riconciliazione per recuperare appieno la grazia battesimale.

La Cresima= Imposizione delle mani (Lc 24,49-50; Gv 15,26-27; 16,12-15; At 2,1-21).

Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samaria aveva accolto la parola di Dio e vi inviarono Pietro e Giovanni. Essi discesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora sceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù.  Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo. (Cf. At 8,14-17).

La cresima conferma i credenti nella fede e li dispone alla testimonianza piena della Resurrezione di Gesù. Il Sacramento della cresima rende ciascun credente “pronto” a testimoniare con la propria vita innanzitutto e poi, eventualmente, con le parole la sua appartenenza a Cristo e alla comunità cristiana.

La Riconciliazione (Gv 20,21-23)

E tutto questo viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé per mezzo di Cristo e ci ha affidato il ministero della riconciliazione. Infatti Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo, non imputando agli uomini le loro colpe, e ha messo in noi la parola della riconciliazione.  Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; vi supplichiamo nel nome di Cristo: siate riconciliati con Dio.  (Cf. 2Cor 5,18-20).

La riconciliazione consente a tutti i discepoli di mantenere sempre vivo il proprio rapporto con Dio e di rinnovare le promesse del battesimo. Ogni volta, infatti, che si manca il bersaglio nella propria vita e si commette un “peccato” si rompe la propria relazione vitale con Dio. Il Sacramento della riconciliazione consente di rialzarsi dopo la caduta e di riprendere con maggior vigore e fiducia il cammino. Esso ha pertanto un effetto catartico e riabilitante.

Eucarestia (1Cor 11,23-26; Mc 14,17-26; Mt 26, 20-30; Lc 22,14-39; Gv 13,1-20).

Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita.  Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.  Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. (Cf. Gv 6,48-58).

Nutrirsi del corpo e del sangue di Gesù è il segno distintivo e caratterizzante di tutti coloro che entrano a fare parte della Nuova ed eterna Alleanza di Dio con l’umanità. Ogni credente riceve nell’Eucarestia il Signore stesso nella propria vita e da ciò trae forza, fede, speranza e amore per vivere la propria esistenza nel migliore dei modi possibili. L’eucarestia ha un effetto salvante e santificante nel cuore di ogni essere umano. Nutrirsi di Cristo è pregustare nel “qui ed ora” della storia l’eternità del Regno dei cieli.

Unzione degli infermi (Mt 10,5-8; Mc 16,18)

C’è qualcuno che è malato? Chiami i presbiteri della chiesa ed essi preghino per lui, ungendolo d’olio nel nome del Signore:  la preghiera della fede salverà il malato e il Signore lo ristabilirà; se egli ha commesso dei peccati, gli saranno perdonati. (Cf. Giacomo 5,13-20).

Gli ammalati occupano un posto privilegiato nel cuore e nell’azione di Dio. Gesù nel vangelo – costantemente – mostra nei confronti degli ammalati e dei soffrenti atteggiamenti di premura, cura e attenzione. Pertanto, la sua Chiesa e i suoi ministri non possono che agire di conseguenza. Oltre ciò, Gesù stesso quando dà disposizioni agli apostoli circa la loro missione tra le altre cose dona loro il “potere” e la capacità di guarire gli ammalati nel corpo e nello spirito. L’unzione degli infermi costituisce uno dei sacramenti più originali ed efficaci e esprime la natura missionaria della Chiesa. Pertanto, esso sortisce come effetti – oltre che per chi ha fede la guarigione del corpo – anche e soprattutto la guarigione dello spirito, della dimensione trascendente della vita che, in particolar modo, nella sofferenza può avvicinare a Dio. Tale sacramento ha un effetto catartico e terapeutico nella vita dei credenti.

Matrimonio (Gen 1,27-28; 2,24; Mt 19,5-6; Ef 5,21-33)

Il matrimonio nel cristianesimo è contemplato solo ed esclusivamente tra l’uomo e la donna.  Inoltre, è un sacramento che ha carattere indelebile, è indissolubile e monogamico. Ciò per combattere la poligamia molto diffusa nell’antichità. La coppia uomo-donna nel matrimonio diventa l’immagine visibile dell’Alleanza tra Dio e l’umanità. Tale relazione nella Bibbia – specialmente nella letteratura profetica e sapienziale – è narrata, infatti, in termini sponsali. Oggi più che mai si rilevano forti disagi per questo sacramento a causa dei molti divorzi e delle numerose relazioni extra coniugali che si praticano con una certa disinvoltura. Riscoprire l’inestimabile valore salvifico ed educativo di questo sacramento rientra senz’altro tra le urgenze pastorali di Santa madre Chiesa che da sempre ha a cuore il bene dei suoi figli e l’amore per la verità della rivelazione. L’amore umano per Dio è ancora una cosa seria e riflettere sui fondamenti biblici del matrimonio può essere molto utile per predisporsi a vivere relazioni sane, non tossiche e durature.

L’Ordine Sacro (Es 19,6; Eb 5,10; 6,20; 10, 14)

Il Sacramento dell’ordine sacro si esprime in tre gradi: episcopato (vescovi), presbiterato (sacerdoti/preti), diaconato. Tale sacramento è indispensabile perché la comunità cristiana possa celebrare il mistero della salvezza e possa continuare nel tempo l’opera del Signore. Esso ha carattere indelebile e coloro che lo ricevono godono di una particolare assistenza dello Spirito Santo per il bene di tutti e di ciascuno nella famiglia di Dio. Oltre ciò, i vescovi sono i successori degli Apostoli e svolgono il loro ministero nel popolo di Dio di governo, insegnamento e guida per i fedeli loro affidati. I sacerdoti sono per così dire nelle parrocchie gli aiutanti dei vescovi e i diaconi aiutanti dei sacerdoti. L’autorevolezza dei pastori all’interno della Chiesa deve essere la garanzia per l’unità e l’ortodossia della fede senza la quale la Chiesa si renderebbe una torre di Babele. Detto questo, occorre precisare che, tutti gli esseri umani che scelgono la fede sono accompagnati in tutte le tappe fondamentali della vita dai Sacramenti al fine di crescere e maturare sia come persone che come fedeli cattolici. Essere cristiani significa vivere una fede incarnata nella storia del proprio tempo e quindi essere non solo attivi come fedeli ma anche come cittadini. I Sacramenti della fede si pongono in questo senso quale supporto valido ed efficiente poiché integrano ogni credente nell’immenso popolo di Dio.  È per questo che la Chiesa Cattolica li promuove e li amministra fino alla fine dei tempi.

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