Gualtieri continua a spianare la strada alla propaganda gender nelle scuole capitoline

Gualtieri continua a spianare la strada alla propaganda gender nelle scuole capitoline

di Maria Rachele Ruiu

NELLE SCUOLE I NOSTRI FIGLI HANNO IL DIRITTO DI VEDER RISPETTATA LA LORO CRESCITA SENZA CHE NESSUNO LI CONFONDA CON L’IDEOLOGIA GENDER

Perché l’amministrazione Gualtieri ha bocciato la mozione che banalmente chiedeva di garantire che i genitori siano messi a conoscenza dettagliatamente dei progetti inerenti ai temi sensibili quali educazione affettiva, sessuale, identità di genere, proposti nelle scuole della Capitale, per poter esprimere il proprio consenso? Perché teme che questi progetti possano non essere condivisi dai genitori?

Sembrerebbe che pur di continuare a spianare la strada alla propaganda Gender all’interno delle scuole della Capitale, pur di imporre una visione a senso unico, ideologica, come nei peggiori totalitarismi, la giunta sia stata disposta addirittura a stralciare il patto educativo tra famiglia e scuola, foriero di benessere per gli alunni.

Lascia sgomenti, infatti, la bocciatura della mozione di Fratelli d’Italia (i consiglieri Rocca, Barbato, Quarzo, Erbaggi e Mussolini) in cui si chiedeva di garantire il diritto al consenso informato preventivo dei genitori rispetto ai temi sensibili inerenti intimità e affettività dei figli. Non siamo disposti e mai lo saremo ad appaltare l’educazione dei nostri figli a nessuno, figuriamoci a chi vorrebbe indottrinarli: il fatto che sindaco e giunta non vogliano condividere con i genitori i progetti legati ai temi più delicati è gravissimo, così come la superbia di portare nelle scuole approcci, come quello di genere, già sponsorizzato in un corso di aggiornamento per le educatrici 0-6, che la comunità scientifica internazionale indica come esperimenti falliti e dannosi per minori, a tal punto che i Paesi pionieri li stanno abbandonando viste le sofferenze che ha causato.

Le battaglie politiche e ideologiche si facciano a viso scoperto nei luoghi predisposti, e non alle nostre spalle nelle scuole dei nostri figli, che hanno il diritto di veder rispettata la loro crescita senza che nessuno li confonda con il gender.

Sfidiamo Gualtieri e la sua amministrazione ad organizzare un incontro pubblico, con le associazioni dei genitori sulla libertà educativa. Nell’attesa di una risposta dal sindaco, dovremmo tutti fornire aiuto ai genitori, in ogni sede, perché sia riconosciuto loro il diritto di priorità educativo così come sancito dalla Costituzione e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, perché possano difendere i figli dal lavaggio del cervello ideologico gender fluid.

* Membro del direttivo di Pro Vita & Famiglia

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