Il caso di Giulia Cecchettin e le “menti ideologiche” che vogliono la rottamazione del maschio

Il caso di Giulia Cecchettin e le “menti ideologiche” che vogliono la rottamazione del maschio

di Gianni Toffali

IL FEMMINISMO È UNO DEI PEGGIORI VELENI IDEOLOGICI PRODOTTI DALLA MODERNITÀ

Nell’Italia che si vanta di essere tra le nazioni più tolleranti e liberali, è bastato che un consigliere esprimesse un’opinione personale, ed apriti cielo, gli sfinteri dei democratici a singhiozzo, hanno iniziato a sparare la nota materia.

All’indomani della lectio magistralis sul femminismo tenuta in Tv dalla sorella di Giulia Cecchettin, in un post su Facebook il consigliere regione veneto Stefano Valdegamberi (nella foto di copertina) aveva candidamente asserito che “le dichiarazioni mi hanno sollevato dubbi e sospetti che spero i magistrati valutino attentamente. Mi sembra un messaggio ideologico, costruito ad hoc, pronto per la recita”.

Dopo una rapida osservazione sulla felpa nera su cui era stampata una stella bianca rovesciata, Valdegamberi ha chiuso dichiarando che “il tentativo di quasi giustificare l’omicida dando la responsabilità alla società patriarcale. Più che società patriarcale dovremmo parlare di società satanista, cara ragazza. Sembra una che recita una parte di un qualcosa predeterminato e precostituito”.

Critiche che nelle menti ideologiche di chi vede nell’uomo una blatta da schiacciare, sono suonate come un oltraggio alla dignità femminile. Le reazioni delle eroine “dell’utero è mio”, accompagnate dagli eroini “del pistolino è un optional”, non si sono fatti attendere. Centinaia di studenti, studentesse e studianiente, hanno affisso sulle facciate delle scuole, striscioni inneggianti alla superiorità della stirpe di Eva.

Sul fronte politico invece, le hater in gonnella (o meglio, in pantaloni per scimmiottare l’uomo e sembrare più virili) del genere maschile, hanno messo in rete una ridicola petizione per chiedere le dimissioni di Caino Valdegamberi.

Papa Ratzinger soleva spesso parlare dei rischi connessi al trascinamento nell’alveo delle correnti ideologiche e delle opinioni alla moda che, congiuntamente alla dittatura del relativismo centrata sull’io e sui suoi desideri hanno generato società distopiche dove i sogni vengono spacciati per veri. Nella realtà, la boria del pensiero umano, ha condotto le nuove generazioni sulla china dell’inferno terrestre.

“Gli uomini devono fare mea culpa, anche chi non ha mai fatto nulla, anche chi non ha mai torto un capello. Finché non si renderanno conto del privilegio che hanno in questa società non andremo da nessuna parte”. Così si è espressa la neo telepredicatrice Elena Cecchettin dopo la scoperta dell’uccisione della sorella Giulia.

Generalmente la dolorosissima elaborazione del lutto, si caratterizza per i sentimenti di tristezza, rabbia, colpa, senso di vuoto e mutismo. Rimane dunque un mistero, donde la lucida favella di una ragazza che invece di pregare in silenzio Dio per l’anima della sorella, ha battuto il record mondiale di interviste televisive?

E’ umano nel picco massimo della sofferenza, mettere in secondo piano Giulia e contemporaneamente, strumentalizzarne la morte per gridare al mondo la personale misandria verso il genere maschile? Ed è umano, approfittare dei media per imporre agli uomini di chiedere scusa anche per ciò che non hanno fatto?

La verità è che il femminismo, nel suo delirio di evirazione del maschio e di mascolinizzazione della femmina, è uno dei peggiori veleni ideologici prodotti dalla modernità. Per converso, sul versante maschile, non è che vada tutto bene. Il pensiero unico veicolato da certi media mainstream, ha purtroppo sfornato generazioni di maschietti fluidi, sottomessi, conformisti, viziosi, capricciosi e codardi. Gli stessi vili che poi ammazzano le donne.

La sola soluzione per uscire dalla piaga della violenza tra sessi, non è certo la rottamazione del maschio e del patriarcato. L’accompagnamento dei giovani maschi a diventare leali, coraggiosi, responsabili, onesti, rispettosi e soprattutto casti verso le donne, è l’unica via per respingere l’ideologia dominante del femminismo che tutto vuole tranne che il vero amore per la famiglia e il miracolo della vita.

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Condivido pienamente il contenuto dell’articolo! Verità!
Grazie all’autore Gianni Toffali.