Lettera alle maestre smarrite e confuse…

Lettera alle maestre smarrite e confuse…

IL NOME ALTISSIMO DI GESÙ

Care maestre confuse e smarrite della scuola elementare De Amicis di Agna, che si trova in provincia di Padova e non in un dimenticato e povero paese d’Africa o di Asia, la prima cosa che voglio dire a voi, e alla vostra dirigente distratta, in merito alla questione del Cucù, che quando l’ho letta più che altro è sembrata una barzelletta ignominiosa.

Voi insegnate, ancora e per fortuna, in uno Stato laico, siete libere di far cantare o no le canzoncine di Natale ai vostri bambini. Ma se decidete di fare cantare una canzoncina su Gesù, Figlio di Dio, e Dio egli stesso, per i credenti nella religione cristiana, commettete un grave errore nel sostituire il nome altissimo di Gesù con quello di cucù per non offendere le famiglie dei bambini di altre fedi.

Ciò che avete commesso è nello stesso tempo qualcosa di ridicolo e di pericoloso. Ridicolo per l’estrema confusione mentale che avete, cosa gravissima peraltro per un docente, e pericolosa perché le culture non si cancellano ma si rispettano, e bisogna insegnare ai bambini a rispettarle.

Ve lo dice un docente che ha insegnato per più di quarant’anni a studenti appartenenti a tutte le fedi. Un docente cattolico ma laico nell’insegnamento, che ha cercato sempre di trasmettere ai suoi alunni liceali il rispetto per le altre culture, la tolleranza, la solidarietà.

In quanto al nome di Gesù, probabilmente saprete che è il fondatore del Cristianesimo, ma sicuramente ignorate di quanto rispetto gode egli in tutte le culture e religioni del mondo.

Bene, vi aiuto io a migliorare in questa conoscenza. Ecco, vi faccio leggere una pagina che ho scritto su Gesù in un mio libro, di cui non dico il titolo per non essere accusato di cercare pubblicità. Il passo è questo:

GESÙ DI NAZARETH

“Che cosa dirti ancora di Gesù? Migliaia di libri sono stati scritti su Gesù, e ancora nessuno ha saputo spiegare pienamente il suo mistero. Ho letto decine di libri su Gesù, e ormai non ha più senso andare a cercare il più antico vangelo, il più attendibile dei vangeli gnostici o apocrifi, accetta nel tuo cuore la verità che già hai. Gesù ha una risposta per tutti. Se non fosse Dio, Gesù sarebbe l’uomo più folle della storia. Per anni e anni, sono stato per voi anche un professore di storia delle religioni, per anni e anni le vostre domande sono state le mie domande, e abbiamo trovato le risposte insieme. In questo viaggio in cui io e tu siamo guida e discepolo, ti ripeto solo le cose che ci hanno fatto crescere insieme e ci hanno arricchito il cuore. Ecco, la forza di essere tutt’uno col Padre, essere uno con il Signore: nessun altro così è più forte. In nome del Padre, Gesù ha perdonato anche i traditori e gli assassini, il Padre era la sua preghiera. Il silenzio, il raccoglimento della preghiera. Prega tuo Padre dentro di te, in un angolo segreto della tua stanza. Così si adora Gesù, così lo si adora come Dio. Poi l’idea che il Regno dei Cieli sia a portata di mano. Ecco, questo vuol dire purifica la tua mente, purifica il tuo cuore e sii pronto. Estote parati, siate sempre pronti, si dice in Matteo, 24, 44. “Et vos estote parati quia qua nescitis hora, Filius hominis venturus est”. Perciò anche voi state pronti, perché nell’ora che non immaginate, il Figlio dell’uomo verrà. Anche da qui provengono l’amore per gli altri e la solidarietà, la compassione, il volontariato, l’attivismo, la carità. Così una religione vive. Io sono convinto che tutte le religioni, in fondo, siano simili e che alla fine si uniranno su una base di carità comune. Per questo l’integralismo non ha senso, perché Dio ha lasciato una testimonianza di sé in ogni popolo, in ogni cuore. Tutte le religioni devono essere tolleranti nell’attesa che il mondo intero desideri unirsi con loro in una carità comune. Nessuna religione darà mai prova che il suo Dio sia migliore del Dio di un’altra religione. Certo, la religione cristiana è la più universalistica di tutte le religioni, in questo senso è stata sempre un passo più avanti rispetto alle altre. È nel giusto non l’uomo che crede a una certa cosa, ma l’uomo che fa la volontà del Padre. Solo su questo fondamento l’intero mondo si può unire. Il Padre nostro è la più alta delle preghiere, e nel Discorso della montagna è tutta l’essenza del Cristianesimo… Io ho la profonda convinzione che – nonostante secoli e secoli, millenni, di teologia e di letteratura, di storia spesso cruenta, di persecuzioni e di intolleranza – bastano poche semplici parole per sigillare la verità del Cristianesimo. Per esempio, il Discorso della montagna, cioè il discorso delle beatitudini. Beati i poveri in spirito, i mansueti, gli affamati e gli assetati di giustizia, i misericordiosi, i puri di cuore, i pacifici, i perseguitati della giustizia, perché di loro è il Regno dei Cieli… Il Discorso della montagna, cara Constance, insieme con il Sermone di Benares di Buddha sull’origine e sulla estinzione del dolore e la Bhagavadgita, testo sacro indù sull’azione disinteressata, è il più grande discorso della storia. Il grande Mahatma Gandhi, di religione indù e padre spirituale dell’India moderna, uno degli uomini più grandi della storia, ha affermato che questo discorso ha rivoluzionato la sua vita ed ha gettato le basi della sua dottrina della non violenza.
Gandhi non si convertì al Cristianesimo, ma rimase sempre affascinato dalla figura storica di Gesù, ed era anche convinto che l’Europa aveva tradito i principi di Gesù. Ma sono cose che già sai, che ti ho già dette in tante lezioni. Ti ricordi quando mi hai chiesto di descrivere la vita di Gesù in dieci righe? Così ti ho risposto.
‘Gesù di Nazareth nacque probabilmente a Nazareth intorno al 7-6 a.C. (anche se la tradizione lo fa nascere a Betlemme) e morì a Gerusalemme intorno al 30-32 d.C (probabilmente il 31), sotto il procuratore romano Ponzio Pilato. Egli, per i più grandi padri spirituali indù, è, come Buddha e Krishna, una incarnazione di Dio, per il Dalai Lama e per i buddisti in genere un bodhisattva (illuminato) che ha dedicato la sua esistenza al bene dell’umanità, con una predicazione fondata sui valori fondamentali del Buddismo, come l’amore, la tolleranza e la compassione. Per gli ebrei è stato un profeta e predicatore itinerante, ma non il Messia atteso, non ha compiuto miracoli, e naturalmente non era nemmeno Figlio di Dio. Per l’Islam egli è il più grande profeta dopo Maometto, che ha compiuto miracoli per volontà di Dio, figlio di vergine e asceso al Cielo ma non morto in croce. Per i Cristiani, egli è fondatore del Cristianesimo, Figlio di Dio e Dio egli stesso, Dio che si fa carne, portatore della salvezza. Sì, è una religione folle il Cristianesimo, ma per me l’unica vera”.

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