La Storia d’Italia raccontata alla gioventù

La Storia d’Italia raccontata alla gioventù

A cura di Salvatore Carloni

UN PICCOLO REGALO DI NATALE

Al seguente link (https://www.salesian.online/archives/20198), su uno dei siti ufficiali dei Salesiani di Don Bosco si può scaricare gratis in Pdf un libro vitale per l’educazione cattolica, ossia la diciottesima edizione (che è la migliore per il motivo che poi vi spiegherò) del libro di Don Bosco dal titolo:  “La Storia d’Italia raccontata alla gioventù dai suoi primi abitatori sino ai nostri giorni con analoga carta geografica dal Sacerdote Giovanni Bosco”.

Sarebbe assolutamente vitale che i bambini e agli adolescenti italiani di oggi possano leggere questo libro quanto prima. Dalla pagina 5 in poi sono riportati per esteso i testi con i giudizi positivi riguardo questo libro e proprio da pagina 7 a pagina 9 c’è il testo con il giudizio commovente e positivissimo di Niccolò Tommaseo pubblicato sulla rivista Armonia 1859, anno X II, N. 219. Niccolò Tommaseo fu anche Ministro dell’Educazione per la Repubblica di San Marco nel 1848 che era stata liberata dagli invasori austriaci e proprio a Venezia in Campo Santo Stefano ha una statua che lo ricorda perennemente.

La straordinarietà assoluta e unica di questo libro di Don Bosco consiste nella sua radicale ed estrema capacità pedagogica: ad esempio, per ognuno degli imperatori romani Don Bosco mette in luce non solo se hanno perseguitato i cristiani ma anche altri fatti storici determinanti per comprendere l’impatto del singolo imperatore sull’intero Impero Romano.

C’è poi il capitolo XXXI dal titolo: “Dante e la lingua italiana” in cui Don Bosco scrive le seguenti parole che, dette da un grande mistico operatore di miracoli come Don Bosco, non possono non toccare le corde più intime del nostro cuore di italiani: “Quest’opera meravigliosa costituirà per sempre la gloria della poesia italiana. La sua morale si può ridurre a questa sentenza: l’uomo, che considera i propri peccati e li corregge facendone la confessione e la penitenza, si rende degno di salire a Dio”.

 

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