Ivanhoe, “l’eroe senza macchia” che si batte per salvare il trono

Ivanhoe, “l’eroe senza macchia” che si batte per salvare il trono

a cura di Angelica La Rosa

ARRIVA IL FUMETTO DEL CELEBRE ROMANZO

Inghilterra, anno 1194: il trono è vuoto. Il re Riccardo I, detto Cuor di Leone, non è ancora tornato dalla crociata per la quale è partito tre anni prima. Forse è prigioniero, forse è morto. Mentre il dissidio tra i normanni conquistatori e i sassoni soggiogati si fa sempre più acuto, il fratello Giovanni Senzaterra tenta di impadronirsi della corona, sostenuto dai suoi partigiani. Tra mille avventure, “l’eroe senza macchia” Ivanhoe si batterà per salvare il trono, con l’aiuto di un misterioso cavaliere nero.

Dal romanzo di Walter Scott, considerato il primo vero esempio di genere storico: «Ivanhoe», diviene l’affascinante adattamento a fumetti ad opera di Dino Battaglia oggi ripubblicato dalle Edizioni NPE (cartonato b/n, 48 pagine, euro € 16,90). Apparsa originariamente a puntate sul «Corriere dei piccoli» nel 1965, questa trasposizione è ora raccolta in unico volume cartonato di grande formato e si aggiunge alla collana dedicata al maestro veneziano.

Questo classico della letteratura, ambientato nell’Inghilterra di fine XII secolo, rientrava perfettamente nei canoni di quelle opere che il «Corriere dei piccoli» negli anni Sessanta mirava ad adattare a fumetti con uno stile realistico indirizzato al proprio pubblico adolescenziale e che si differenziasse da quello più semplice e stilizzato dedicato ai lettori più piccoli.
Dino Battaglia era, in quegli anni, uno dei collaboratori della rivista e proprio per questo genere di fumetti storico avventurosi dedicati a un target più adulto stava elaborando uno stile diverso da quello fino ad allora usato per le storie di avventura indirizzate a un pubblico di più piccoli.
Il cambio di registro era partito sin dal 1961 con il fumetto Il piccolo re ed era proseguito con l’avventura western Il segno dei quattro e l’adattamento de La Freccia Nera di Stevenson.

Quando, nel 1965, gli viene affidata la trasposizione di Ivanhoe, l’artista veneziano ha già raggiunto un’essenzialità, un equilibrio e una capacità di montaggio delle tavole da cui traspare un elaborato studio della sequenzialità del linguaggio dei balloon, senza peraltro rinunciare ai preziosismi formali dell’illustrazione.
Un ulteriore passo, insomma, sul cammino verso quella sintesi da lui sempre ricercata. Il tratto con cui Battaglia illustra le pagine [di questa storia, ndr] è sintetico, tagliente e spigoloso: in una sola parola: essenziale. Il gusto descrittivo tipico dell’illustrazione non viene mai meno, ma è come tenuto a freno limitandosi a descrivere quel tanto che è necessario ai fini narrativi. Nonostante questa autolimitazione che l’autore pare imporsi, ambienti, stoffe e architetture colpiscono per ricchezza, varietà e accuratezza, restituendo a pieno il mondo medievale e cavalleresco immaginato da Scott.

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