Il restauro della memoria: lo sviluppo del francescanesimo nell’alto Tevere

Il restauro della memoria: lo sviluppo del francescanesimo nell’alto Tevere

di Vincenzo Silvestrelli

DIFENDERE E RESTAURARE LA MEMORIA STORICA È FONDAMENTALE PER MANTENERE LA IDENTITÀ DEI LUOGHI E DELLE COMUNITÀ E FAR CONOSCERE LA RICCHEZZA DELLA TRADIZIONE CRISTIANA IN ITALIA

L’associazione Eticamente, in collaborazione con la comunità francescana, UNITRE Umbertide e l’amministrazione comunale, ha organizzato una serie di incontri sul tema «Il carisma francescano a Fratta dal medioevo a oggi».

La ricostruzione delle esperienze storiche è fondamentale per mantenere l’identità della comunità ed evitare che l’appiattimento nichilistico attuale cancelli la memoria e quindi la specificità dei luoghi. San Francesco fu definito diverse volte “il più santo fra gli italiani, il più italiano fra i santi” . E’ però conosciuto in tutto il mondo, non solo fra i cattolici, e il suo movimento, a partire dal XIII secolo ebbe un influsso straordinario.

Una caratteristica particolare del francescanesimo è stata la fecondità di esperienze che ha prodotto nei secoli  a partire dalla stessa ispirazione. Anche ad Umbertide il carisma francescano si è declinato nei secoli attraverso varie esperienze che hanno lasciato chiese, arte e realtà sociali che sono state profondamente collegate alla comunità. Gli incontri vogliono ripercorrere questa storia. Saranno trattati la storia degli edifici sacri e delle opere d’arte in essi contenute, la nascita delle confraternite di carità e la nascita del Monte di Pietà che aiutò lo sviluppo di un sistema di credito orientato al servizio delle persone.

Nell’ambito degli incontri, lo scorso 24 Gennaio 2024 don Andrea Ctzortek, archivista della diocesi di Città di Castello ha trattato a Santa Maria della Pietà il tema della storia degli insediamenti francescani maschili e femminili nell’alto Tevere, dal Medioevo ad oggi. Anna Maria Micheli Kiel, storica, dell’Associazione Eticamente, ha presentato il relatore che, con competenza e profonda conoscenza documentale, ha ricordato i luoghi in cui San Francesco fu sicuramente presente nell’alta Valle del Tevere cioè Città di Castello, dove si tramanda la liberazione di una indemoniata,  Sansepolcro, dove si segnala la orazione estatica del santo e Montecasale, dove si ricorda la conversione di alcuni briganti che San Francesco fece accogliere amorevolmente  dai frati lì residenti. In base ad altre tradizioni e documenti ha poi evidenziato gli altri luoghi in cui è probabile che sia stato presente durante la sua breve vita:  Cerbaiolo, Buonriposo, Citerna, Umbertide, La Casella, San Polo, Zenzano, Montauto e Anghiari hanno una tradizione che lo riguarda.

E’ stata inoltre  inoltre illustrata la organizzazione territoriale dell’ordine: nel corso del XIII secolo esso va progressivamente ad affiancarsi alle circoscrizioni diocesane e comunali, ma utilizzando criteri propri. Se la norma di massima è quella di fare capoluogo di una custodia una civitas, è vero che a questa si affiancano vistose eccezioni: nel momento in cui l’articolazione territoriale minoritica è pienamente raggiunta, agli inizi del XIV secolo, le civitates di Nocera, Terni, Amelia e Foligno sono comprese rispettivamente nelle custodie di Gubbio, Narni, Todi e Spoleto. La diocesi di Spoleto, poi, è divisa in tre custodie: custodia Vallis, che comprende la città, custodia Regni e custodia Montanorum.  La Chiesa di Santa Maria della Pietà ed il convento furono edificati nel 1486 in località Mercatale, presso le mura di Umbertide.

La presenza francescana si è sviluppata nei secoli con varie realtà che hanno incarnato il carisma francescano e che si insediamo nei luoghi spesso per l’intervento di benefattori e/o delle stesse città che ne richiedevano la presenza come avvenne a Città di Castello . Il comune di Città di Castello nel 1345 devolve un sussidio di 200 lire alle monache di Santa Chiara di Citerna perché acquistino un monastero in città. La presenza francescana nell’alto Tevere si realizzò anche attraverso i Frati Cappuccini a partire dal 1530 ed è continuata fino al 1997 con la comunità di Belvedere. Il prossimo incontro si terrà l’8 febbraio 2024 alle ore 17,00 sul tema della Chiesa di San Francesco ad Umbertide con la relazione di Don Pietro Vispi sulla storia della Chiesa di San Francesco ad Umbertide.

Sono piccole iniziative che però hanno un valore particolare perché costituiscono una difesa articolata ed efficace delle tradizioni cristiane italiane e fanno capire come l’ispirazione religiosa sia stata la causa di un grande progresso civile.

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