Davide. Il bambino che parlava con gli Angeli

di Paolo Gulisano 

DAVIDE E GLI ANGELI 

“Se non ritornerete come bambini, non entrerete nel Regno dei Cieli”. Il Vangelo è chiaro: è la condizione del bambino quella che consente di andare in Paradiso. Tra l’altro, mentre i Modernisti si ingegnano a immaginare l’inferno, auspicando che sia vuoto, i santi- anche i santi bambini- hanno la Grazia di vedere il Paradiso, e descriverlo in tutta la sua bellezza. 

E’ quello che è accaduto al piccolo Davide Fiorillo, calabrese di Piscopio, in Provincia di Vibo Valentia, morto di leucemia a 8 anni, il 22 giugno 2021. La sua vicenda è raccontata dalla giornalista Costanza Signorelli, giovane giornalista con una forte sensibilità spirituale che si sta specializzando sul tema affascinante della Santità dei giovani, dei ragazzi, e perfino dei bambini, nel volume appena pubblicato dalle Edizioni Ares, Davide. Il bambino che parlava con gli Angeli (Editrice Ares 2024, 184 pagine, € 15)

Nel volume si ripercorre la breve, intensa esistenza, ma in circostanze particolari che rendono la sua vicenda umana straordinaria.

Nato in una famiglia di persone educate alla fede ma non praticanti, Davide ha abbracciato la sua malattia incurabile con grande serenità: ciò, in verità, non è avvenuto subito ma dal momento in cui, come il piccolo ha testimoniato ai suoi genitori, sono venuti a fargli compagnia gli Angeli, poi la Madonna, infine Gesù, dal giorno della Prima Comunione.

Il Cielo ha preparato Davide al mistero della morte a cui questo bimbo è andato incontro col sorriso, invitando i genitori a non piangere e a credere a loro volta nella vita eterna e nella verità del Paradiso. La conversione dei genitori, Elisa e Salvatore, è il primo grande frutto di questo testimone che ci mostra il mistero della croce come un’esperienza inevitabile ma in cui non siamo lasciati soli.

Nelle pagine del libro si può toccare con mano il mistero della presenza tra noi del Soprannaturale. Al piccolo Davide è toccata la Grazia di sperimentare in anticipo su questa terra la visione di Dio, della Madonna e degli Angeli, e ne è stato testimone. 

Dove sta la ricchezza di questo messaggio? Chi conosce il contenuto della Rivelazione cristiana sa che quanto Davide racconta, con un linguaggio comunicativo tutto suo e originale, è conforme alla dottrina secolare della Chiesa.  

La novità del messaggio di Davide, invece, è Davide stesso. Un bambino privo di ogni istruzione scolastica e religiosa che vive in prima persona, letteralmente sulla propria pelle, lo stesso messaggio di cui è portatore attraverso un rapporto vivo, diretto e privo di mediazioni con lo stesso Mistero che annuncia.

Ecco perché Davide sembra essere un profeta di questi tempi, perché annuncia il Regno di Dio e la sua Salvezza, a un mondo – quello che lui stesso rappresenta – dove il Dio di Gesù Cristo pare così estraneo da non essere ancora nato, morto e risorto. La potenza del messaggio che Davide porta sta nel fatto che Davide incarna, nel suo piccolo, la storia della Salvezza per l’uomo che ancora non conosce Dio, o che addirittura sembra allontanarlo, e la sua vita mostra profeticamente come l’infinita Misericordia di Dio sia in grado di attirare e raggiungere anche i più lontani, quelli che dalla stessa Salvezza potrebbero sentirsi e sembrare esclusi.

Nell’arco degli ultimi tre mesi della sua vita terrena Davide ha annunciato un suo messaggio, che, nella sua grande semplicità, si può dire pienamente ortodosso, ovvero conforme ai principi della fede cattolica e della Rivelazione cristiana, che si riassume in alcuni punti essenziali: in primo luogo la presenza degli Angeli, vissuta come una relazione con creature reali, capaci di fargli compagnia, di aiutarlo e di farlo stare bene, ma soprattutto di introdurlo ai più alti gradi delle realtà celesti. 

Poi la presenza della Madonna: nel momento di maggior bisogno – come recita l’Ave Maria «nell’ora della nostra morte» – la Madre del Cielo si accosta al bambino con il suo ministero di consolazione: lo abbraccia tutte le notti e lo fa sentire così al sicuro che Davide non teme più nemmeno di dover lasciare la sua mamma terrena per seguire il piano di Dio. 

Infine l’incontro con Gesù Cristo vivo. A preparare il bambino all’incontro con Gesù e a condurlo da Lui è la stessa Madre, e dopo il sacramento dell’Eucaristia, preceduto dal sacramento della Riconciliazione, Davide vede Gesù in persona, vivo e vestito con gli abiti del Cristo Re. 

Inoltre, Davide ha avuto una visione del Paradiso. Questo luogo secondo il bambino è pieno di luce, dove non esiste alcun male né sofferenza, ma è pieno della presenza buona di Dio, che si può finalmente incontrare. Una storia commovente, quella di Davide, che ci riempie di fiducia e di speranza. 

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