La comprensione non è una tecnica, ma uno stato del cuore

La comprensione non è una tecnica, ma uno stato del cuore

di Giuliva Di Berardino

IL VANGELO DEL GIORNO COMMENTATO DA UNA TEOLOGA LITURGISTA

Martedì 13 Febbraio 2024

Mc 8, 14-21

In quel tempo, i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un solo pane. Allora Gesù li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». Ma quelli discutevano fra loro perché non avevano pane. Si accorse di questo e disse loro: «Perché discutete che non avete pane? Non capite ancora e non comprendete? Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Dodici». «E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Sette». E disse loro: «Non comprendete ancora?».

Il Vangelo di oggi ci mostra che la comprensione non è una tecnica o una dottrina, ma uno stato del cuore. Subito, infatti, Gesù dice loro: “guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!” Le opere del male sono come lievito, perché esse crescono, ma sono vuote e vanificano tutto, per questo bisogna stare attenti, perché, se dimentichiamo le opere di Dio, facciamo crescere il lievito del male: ci facciamo prendere da noi stessi, dal soddisfare i nostri interessi o dal piegare gli altri ai nostri comodi. E Gesù capisce subito che i discepoli, per discutere così animatamente per un pane, sono sicuramente stati sedotti da uno spirito di morte, e non ricordano più il bene che hanno vissuto poco prima, dato che avevano appena assistito alla moltiplicazione dei pani. È il cuore indurito che rende stolti i discepoli, perché è un cuore che non si muove, non pulsa più sangue, è morto spiritualmente. Accogliere la sapienza di Dio è sentirsi vivi, percepire una vita che è pienezza che contagia di gioia gli altri. È importante allora stare attenti a non permettere che il nostro cuore sia contaminato con lo spirito di morte, è necessario che ci prendiamo cura di purificare il cuore, perché lo spirito della morte può crescere dentro di noi senza che ce ne accorgiamo! E il Vangelo oggi ci insegna come si contrasta lo spirito della morte: mettendo l’attenzione non su ciò che ci manca, ma su tutto ciò che il Signore ha fatto per noi fino ad oggi. È il ringraziamento che ci fa rendere conto di essere vivi e solo se facciamo della vita un rendimento di grazie possiamo capire davvero quanto avesse ragione Gesù quel giorno: perché discutere del fatto che abbiamo un solo pane? Invece di discutere sul fatto che ne abbiamo uno solo, non è meglio ringraziare Dio di averlo e di poterlo mangiare insieme a qualcuno? Donaci Signore, oggi, di capire davvero quanto ci ami. Togli dai nostri pensieri il lamento per ciò che non abbiamo e apri i nostri occhi al tuo amore, apri la nostra bocca alla tua lode, perché possiamo ringraziarti con cuore puro. Amen.

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