Uno dei più controversi episodi della Seconda Guerra Mondiale

Uno dei più controversi episodi della Seconda Guerra Mondiale

di Pietro Licciardi

IL 15 FEBBRAIO 1944 LA DISTRUZIONE DI MONTECASSINO

Il 15 febbraio 1944 gli aerei alleati bombardarono l’abbazia di Montecassino, un grave errore tattico e strategico che sarà pagato a caro prezzo dai soldati americani, del Commonwealth britannico e polacchi, mandati al massacro per cercare di conquistare la posizione che dominava l’intera valle del Liri.

L’abazia fu infatti rispettata dai tedeschi, che evitarono di posizionare le loro truppe dentro e nelle vicinanze della storica Abbazia, ma non da americani e britannici, ai quali di San Benedetto e del significato simbolico di quel luogo evidentemente non importava un gran che. Così non si dettero scrupolo di radere al suolo senza una giustificazione militare uno dei luoghi più significativi per l’identità del nostro continente. Che a quel punto poté tranquillamente essere occupato dai tedeschi che lo trasformarono in un caposaldo quasi imprendibile.

San Benedetto fu il fondatore del monachesimo occidentale e i conventi e le abbazie che sorsero in tutta Europa in suo nome contribuirono non poco alla civilizzazione del Continente oltre al fatto che in virtù dell’ora et labora della regola benedettina riuscirono ad addomesticare anche la natura selvaggia, resa ancora più selvaggia dopo il secolo di decadenza seguito alla caduta dell’impero romano, che vide orde di barbari sciamare per quelle che una volta erano le fiorenti provincie dell’impero dei cesari.

Di fatto l’opera del Santo e in modo particolare la sua Regola suscitarono un autentico fermento spirituale che contagiò l’intero nostro continente, ben oltre il suo tempo, mutandone il volto e suscitando dopo la caduta dell’unità politica creata dall’impero romano una nuova unità spirituale e culturale, quella della fede cristiana condivisa dai popoli. E’ nata proprio così la realtà che noi chiamiamo “Europa”.

Benedetto fu eremita a Subiaco, nell’odierno Lazio, dove visse da solo tre anni in una grotta. Fu nel 529 che si stabilì a Montecassino, il quale divenne ben presto il centro e il cuore della spiritualità benedettina, che nei secoli si è riempito di tesori dall’inestimabile valore storico e culturale. Purtroppo durante la seconda guerra mondiale Montecassino fu scelta come rifugio anche per il patrimonio proveniente dal museo archeologico di Napoli; scelta rivelatasi col senno di poi quantomai improvvida, ma grazie alla Provvidenza divina parte consistente della nostra memoria storica è riuscita a salvarsi, soprattutto per merito del tenente generale della Wehrmacht, barone Frido von Senger und Etterlin, aristocratico proveniente dalla cavalleria, profondamente cattolico (era addirittura terziario benedettino) e del suo subordinato, il tenente colonnello Julius Schlegel (austriaco e cattolico) che convinsero dopo l’8 Settembre 1943 l’abate a trasferire almeno i tesori artistici e bibliografici a Roma.

Fu grazie alla divisione corazzata Hermann Gòring, di stanza sulla linea Gustav, che fu possibile sottrarre alla definitiva perdita una parte consistente del patrimonio culturale italiano e la propaganda del tempo non mancò di sottolineare il fatto che nell’infuriare di una battaglia chiave della seconda guerra mondiale, i tedeschi avessero distratto tante forze per mettersi al servizio della cultura. Questo aiutò a modificare la percezione negativa che l’Italia post-bellica aveva dell’esercito teutonico, considerato nemico ed invasore. Ma in realtà sembra che la “fedelissima” Divisione Gòring, che prendeva il nome dal numero due del regime, non si sia voluta far sfuggire l’occasione di offrire un gradito “regalo” al citato Feldmaresciallo dirottando verso la Germania alcune delle casse provenienti da Montecassino

In ogni caso l’intera vicenda della battaglia di Cassino, compreso il salvataggio dei preziosissimi archivi, ribalta lo stereotipo dei soldati tedeschi “cattivi” i quali in quell’occasione avevano rispettato la popolazione civile e salvato buona parte del tesoro dell’abbazia, e degli Alleati “buoni”, che però hanno distrutto un gioiello dell’arte e simbolo della cristianità, radendo al suolo l’80% dei paesi circostanti con buona parte dei suoi abitanti e i cui soldati marocchini della divisione francese hanno brutalmente violentato le donne e ucciso i padri e i mariti del frusinate che cercavano di difenderle.

 

 

Foto di copertina: krystianwin da Pixabay

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