Fonti storiche extrabibliche su Gesù di Nazaret

di Pamela Salvatori

L’ESISTENZA STORICA DI GESÙ DI NAZARETH È TESTIMONIATA ANCHE AL DI FUORI DEL NUOVO TESTAMENTO

L’esistenza storica di Gesù di Nazareth è testimoniata anche al di fuori del Nuovo Testamento. Ci sono fonti storiche di origine pagana e giudaica che ne parlano.

Vediamone alcune in breve:

TACITO (I sec. d. C.) negli Annales testimonia la persecuzione dei cristiani da parte dell’imperatore Nerone, con l’accusa di aver appiccato l’incendio a Roma. Attesta la morte di Cristo sotto l’impero di Tiberio e per mano del procuratore della Giudea Ponzio Pilato; la successiva rapida diffusione del cristianesimo che non è stata stroncata neppure dalle persecuzioni.

PLINIO IL GIOVANE, governatore della Bitinia, informa l’imperatore Traiano che in Asia Minore si sta diffondendo il culto ad un certo Cristo, adorato come fosse un Dio. In questa occasione domanda come doversi comportare con i cristiani presenti nelle sue regioni.

SVETONIO (I sec.) parla di scontri avvenuti sotto l’imperatore Claudio a Roma a causa di un certo Chresto, giudeo.

GIUSEPPE FLAVIO ( I sec.) nel Testimonium Flavianum parla di Giovanni il Battista e dell’uccisione di un certo Giacomo di Gerusalemme. Parla anche del titolo di Messia attribuito a Gesù e dei miracoli da lui compiuti in mezzo al popolo, menzionando la condanna a morte e le sue apparizioni da risorto.

– Sul TALMUD babilonese si legge che prima di una festa di Pasqua (ebraica) un certo Gesù di Nazareth fu crocifisso con l’accusa di aver sedotto il popolo di Israele con i suoi sortilegi.

GIUSTINO, nel suo Dialogo con Trifone, parla della menzogna diffusasi riguardo al furto del corpo di Gesù da parte degli apostoli per far credere che fosse risorto.

– La medesima accusa è riportata da TERTULLIANO in Apologeticum.

Significativo notare come sia anche menzionata dal Vangelo di Matteo 28, 11-15.

Il commento degli storici presi in esame è significativo, perché, al di là del giudizio espresso, talvolta estremamente negativo (vedi Tacito), dimostra l’esistenza storica di Gesù di Nazareth, la sua Morte sotto Ponzio Pilato, la notizia della Sua Resurrezione e la successiva diffusione della fede cristiana in tutto l’Impero Romano.

La rapidità con cui si diffuse la notizia della Resurrezione di Cristo, come testimoniata da queste fonti risalenti al I secolo, fu sorprendente e l’efficacia di questo annunzio iniziato dagli apostoli di Gesù diviene un dato oggettivo per riflettere sulla credibilità della Resurrezione.

Inoltre tali dati storici rispondono di per sé a coloro che accusano i cristiani di aver “inventato” la leggenda o il mito di Gesù di Nazareth e della sua Resurrezione da morte.

Infatti, per creare un mito attorno ad un personaggio è necessario molto tempo, per essere pensato e modellato ad arte: questa ipotesi è decisamente in contrasto con la rapida espansione cronologica del cristianesimo in tutto il bacino del Mediterraneo (fatto storico).

Una notizia si diffonde velocemente ed oralmente nel caso di avvenimenti improvvisi e inaspettati (come la Resurrezione di Cristo).

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