Conosciamo San Nuno Álvares Pereira

di Mariella Lentini*

TRA I BEATI E I SANTI FESTEGGIATI OGGI DALLA CHIESA CATTOLICA (Sante Agape e ChioniaSant’ Alessandro di Sicilia, Beato Anacleto Gonzalez Flores, Beato Anselmo da Vigevano, Beato Bernardino da Neto, San Celso (Cellach) di Armagh, San Dodolino di Vienne, Beato Enrico (Alfieri) d’Asti, San Gilberto di Caithness, Beato Giorgio Raimondo Vargas González, Beato Giovanni Bretton (Britton), Beato Giuseppe Dionigi Luigi Padilla Gómez, Beato Giuseppe GirottiSan Lodovico Pavoni, Santa Marcella di Chauriat, Santa Maria Egiziaca, San Melitone di Sardi, San Prudenzio di Atina, Beato Raimondo Vincenzo Vargas González, Beata Sofia Czeska-Maciejowska, San Tesidio, Beato Ugo di Bonnevaux, Sant’ Ugo di Grenoble, San Valerico di Lauconne (Valerio di Leuconay), Santi Venanzio e compagni, San Vinebaldo) RICORDIAMO UN SANTO PORTOGHESE, SAN NUNO DE SANTA MARIA, AL SECOLO NUNO ÁLVARES PEREIRA, COMMEMORATO DAI CARMELITANI SCALZI OGGI (DALLA CHIESA NEL MONDO IL 1° NOVEMBRE, IN PORTOGALLO IL 6 NOVEMBRE)

Da valoroso condottiero e vincitore di tante guerre, ricco e famoso, sposato e padre tre volte, a umile monaco e poi santo.

Nuno Álvares Pereira nasce in Cernache do Bonjardim (Portogallo) nel 1360. La sua è una ricca e potente famiglia di nobili cavalieri. Il piccolo Nuno riceve un’educazione cavalleresca. È abilissimo spadaccino. Così, a tredici anni, viene ammesso alla corte del re Ferdinando.

A diciassette anni viene obbligato dal padre a sposarsi con una ricca vedova. Nuno a malincuore ubbidisce e ha tre figli. Il futuro santo è un cavaliere talmente valoroso da ottenere il comando dell’intero esercito portoghese all’età di ventitré anni. Vincitore di tante battaglie, Nuno, alla testa delle truppe portoghesi, libera il Portogallo dall’egemonia della Spagna, rendendola indipendente.

Il giovane cavaliere, comandante generale delle forze armate di un’intera nazione, conduce, però, un’esistenza parallela. È molto religioso e devoto della Madonna, Madre di Gesù: partecipa alla Messa due volte al giorno, fa la comunione, prega tantissimo, digiuna il mercoledì e il venerdì. Capita di vederlo inginocchiato a pregare anche durante le battaglie. Il suo comportamento è virtuoso e Nuno pretende lo stesso dagli uomini del suo esercito.

Con i soldi guadagnati grazie ai successi sui campi di battaglia, il comandante fonda monasteri e santuari proprio nei territori dove è uscito vittorioso, tra i quali il Convento dei carmelitani a Lisbona e la Chiesa di Santa Maria della Vittoria a Batalha.

Rimasto vedovo, Nuno non si risposa e prende una grande decisione. Regala le sue ricchezze ai reduci delle guerre e indossa un povero saio. Diventa un fratello laico carmelitano, aiuta i poveri, chiede per loro l’elemosina, svolge i lavori più umili, tutti i giorni organizza una distribuzione di cibo per gli affamati che, a quel tempo, sono numerosi. Il comandante di interi eserciti di uomini, condottiero vincitore di tante battaglie, eroe nazionale, abbandona potere, ricchezza, successo e gloria per diventare Fra Nuno di Santa Maria.

È il fondatore di tanti monasteri e chiese e dello stesso convento carmelitano dove vive come monaco. Nuno, tuttavia, non vuole avere nessun privilegio. Desidera solo servire i poveri nei cui volti vede quello di Gesù. Nuno muore a Lisbona nella domenica di Pasqua del 1° aprile 1431.

* Autrice del libro
“Santi compagni guida per tutti i giorni”

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2 Commenti
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che meraviglia!

Grazie, sempre tutto molto formativo.