Non perdiamo tempo in questioni inutili

di don Ruggero Gorletti

SABATO DELLA SETTIMA SETTIMANA DEL TEMPO DI PASQUA

Dal vangelo secondo Giovanni 21,20-25

In quel tempo, Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?». Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.

COMMENTO

«Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Gesù risponde a Pietro, e a ciascuno di noi. Ci invita a non perdere tempo in questioni inutili («Signore, che cosa sarà di lui?»), a concentrare il nostro interesse, i nostri pensieri e il nostro agire sull’unica cosa che conta: fare la volontà di Dio e salvarci l’anima. Ci sono questioni che possono sembrare interessanti, stuzzicare la nostra curiosità. Ma che non servono alla pienezza dell’esistenza. Allora è bene non perderci tempo ed energia, e dedicarci a ciò che è più importante nella vita: seguire il Signore e fare la sua volontà.

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