Onoriamo e celebriamo lo Spirito Santo

di Giuliva Di Berardino

IL VANGELO DEL GIORNO COMMENTATO DA UNA TEOLOGA LITURGISTA 

Domenica 19 Maggio 2024  – Festa di Pentecoste

Gv 15,26-27; 16,12-15 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:”Quando verrà il Consolatore che io vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre, egli mi renderà testimonianza; e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio. Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l’annunzierà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà del mio e ve l’annunzierà”.

Oggi è la Festa di Pentecoste. Non è semplicemente la festa dello Spirito Santo, ma è il compimento della Pasqua, la realizzazione dell’atto salvifico di Dio che continua a donarsi a noi nella Chiesa. Per questo la festa di Pentecoste è considerata dalla tradizione cristiana come la festa della nascita della Chiesa. In questo giorno solenne in ci gli ebrei festeggiano il dono della Legge, noi cristiani crediamo che non Pietro, non Maria, non Giacomo, non Giovanni, non Marta, non Tommaso, non Andrea e neppure tutti gli altri discepoli del Signore hanno formato la comunità di credenti, ma Dio stesso, Dio Spirito Santo, che come vento, come fuoco, come dunamis, cioè come “potenza vitale“, ha infuso il dono della fede nei cuori degli apostoli e di tutte quelle persone che hanno aderito alla loro predicazione. Sì, è Dio stesso che, dopo aver riunito i discepoli in quel cenacolo a Pentecoste, ha generato la fede nel cuore di tanti uomini e donne. Uno è lo spirito, una la fede, uno il corpo della Chiesa che i credenti formano, ma inesauribili sono le testimonianze, le vie, i segni e i percorsi  che solo lo Spirito Santo sa riunificare ed armonizzare, creando la Chiesa. “Prenderà del mio e ve lo annuncierà” dice Gesù. Se siamo presi dallo Spirito, non annunciamo noi stessi, ma Dio stesso si annuncia attraverso di noi, tanto che proprio le nostre povertà e i nostri fallimenti glorificano Dio, fino a fare di noi l’immagine della Gerusalemme celeste, l’immagine della Sposa che insieme allo Spirito dice: “Vieni Signore Gesù!”, com’è scritto nel Libro dell’Apocalisse. Onoriamo e celebriamo allora oggi lo Spirito Santo, potenza che viene dall’alto, vitalità della nostra esistenza e gioia, che ci fa guardare al futuro con speranza ed entusiasmo. Buona Pentecoste!

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