Conosciamo Santa Rita

di Mariella Lentini*

TRA I SANTI E I BEATI CHE SI FESTEGGIANO OGGI (Sant’Attone (Atto) di Pistoia, Sant’Aureliano, Sant’Ausonio di Angouleme, San Basilisco, San Bovo di Voghera, Santi Casto ed Emilio, San Domenico Ngon, Santa Elena di Auxerre, Sant’Eusebio di Como, Beato Everardo di Georgenthal, Beato Francisco Salinas Sánchez, San Fulgenzio di Otricoli, Beati Giacomo Soler e Diego de Baja, San Giovanni da Parma, Beato Giovanni Forest, Santa Giulia, Beati Giusto Samper e Dionisio Senmartin, Beato José Quintas Duran, San Lupicino di Verona, San Lupo di Limoges, Beata Maria Domenica Brun Barbantini, Beati Martiri Francescani in Giappone, Beato Mattia da Arima, San Michele Ho Dinh Hy, Beato Pietro da Cordova, Beati Pietro dell’Assunzione e Giovanni Battista Machado, Santa Quiteria, San Romano, Santa Umiltà, Sant’ Uopo, San Viano (Viviano), San Vladimiro Giovanni Battista, San Zota) UNA SANTA UMBRA

Conosciuta come “la Santa dei casi impossibili e disperati”, Margherita Lotti, questo è il suo vero nome, nasce a Roccaporena di Cascia (Perugia) nel 1381 circa. Ancora in fasce, la piccola Rita viene attorniata da uno sciame d’api che, invece di pungerla, depongono il miele nella sua boccuccia, un segno della sua futura santità. Ubbidiente, per volere dei genitori anziani, Antonio e Amata Ferri, sposa il nobile Paolo Mancini, rinunciando al desiderio di farsi suora.

Il marito è dispotico e collerico, ma Rita, con la sua perseverante fede, alla violenza risponde con la dolcezza e riesce così a trasformare il carattere di Paolo, rendendolo più buono. Nascono due gemelli che Rita cresce educandoli all’amore verso il prossimo. Il marito Paolo viene ucciso da una famiglia nemica che la santa perdona. Non invece i suoi figli che meditano vendetta. Rita disperata, innanzi alla statua di Gesù, chiede che i suoi figli non si macchino di un delitto. I figli si ammalano e muoiono. Rita, in cerca di conforto, chiede di entrare in convento a Cascia.

La sua fede è conosciuta, ma alcune suore temono ritorsioni e Rita viene respinta. La santa decide di incontrare gli assassini del marito e riesce a riportare la pace a Cascia. Sempre desiderando di essere accolta in convento, Rita compie il suo primo miracolo entrando, quando tutte le porte sono chiuse, nella chiesa del convento. Quando al mattino le suore la trovano in preghiera credono al miracolo e la accolgono nel monastero. Rita vive il resto della sua vita pregando, digiunando, svolgendo lavori umili in cucina e nell’orto, operando guarigioni miracolose.

Un giorno la madre superiora le chiede, in segno di obbedienza, di innaffiare una pianta di vite completamente secca. Rita lo fa tutti i giorni, con umiltà, e la pianta, prodigiosamente, riprende a vivere rigogliosa. Un’altra volta, mentre prega davanti al crocifisso, dalla corona di spine del Signore (posata sulla testa di Gesù dai soldati romani per scherno) si stacca una spina che si conficca sulla fronte della santa e vi rimane fino alla sua morte, avvenuta a Cascia il 22 maggio 1457.

Santa Rita diventa popolarissima. Chi è disperato si rivolge a lei: mamme, spose infelici, famiglie, emarginati. Invocata pure dalle donne desiderose di avere figli e contro le calamità naturali e il vaiolo, viene chiamata “la Santa delle rose” perché in vita le fa fiorire miracolosamente in pieno inverno.

 

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