Europee, non votare favorisce i poteri forti

di Gian Piero Bonfanti 

L’IMPORTANZA DEL VOTO ALLE ELEZIONI EUROPEE

Ci avviciniamo alle elezioni europee e, come in tutte questo tipo di occasioni accade, cresce in noi quel dubbio, quasi certezza, che qualsiasi cosa faremo sarà sbagliata.

La politica divide, lo sappiamo, crea fazioni, idee contrastanti, tutti hanno la soluzione in tasca, sia di destra che di sinistra, ma anche chi si asterrà dal recarsi alle urne crede che il suo “non voto” possa delegittimare qualcuno. Pur essendo diffusa una grande disillusione nei confronti di una “politica traditrice”, tuttavia, quando si discute di questo tema, i toni si accendono, e molto spesso ci si sente dire: “Guarda che quello che dici tu è sbagliato, è grazie a te ed alla gente come te che siamo ridotti in questo stato, ti dico io quale è la soluzione…”.

Oggi sembra che tutti abbiano la memoria corta, sembra che nessuno si ricordi cosa è accaduto solo cinque anni fa. La scelta sbagliata alle elezioni europee ci ha portato a questi anni così sofferti, ci ha condotto a situazioni paradossali ed a subire una gestione penalizzante di tutti i nostri interessi.

Forse troppi avvenimenti in questi anni hanno sovrascritto i nostri ricordi tanto che oggi abbiamo la memoria corta, come se il 2019 appartenesse al lontano passato, ad un’altra galassia, ad un’altra dimensione.

Quell’anno era in forte crescita una grande corrente sovranista ed antieuropeista, ed il rischio che potesse essere minata l’Unione Europea era molto forte.
Grazie alle preferenze raccolte vinse l’area moderata, e questo comportò l’attuale assetto del Parlamento Europeo con la conseguente elezione della Commissione Europea presieduta da Ursula Von der Leyen, alla quale, tra gli altri, dobbiamo dire grazie per quello che abbiamo vissuto in questi ultimi cinque anni. Alla faccia di chi dice che il Parlamento Europeo non è importante perché non ha potere esecutivo.

Ebbene, per capire l’importanza del voto basta guardarsi indietro e cercare di ricordare quanto accaduto all’ultima tornata elettorale. Sicuramente non esprimere la preferenza alle urne ci farebbe stare meglio con la nostra coscienza, facendoci astenere dal dare il voto ad una classe politica deludente e decadente, ma, ahimè, questa non può essere la soluzione. La coscienza in questo caso verrebbe superata con la legittimazione data a qualcun altro di poter decidere al posto nostro.

In sintesi, non votare non danneggia nessuno, mentre al contrario non votare favorisce qualcuno.

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”La politica divide, lo sappiamo, crea fazioni, idee contrastanti, tutti hanno la soluzione in tasca, sia di destra che di sinistra, ma anche chi si asterrà dal recarsi alle urne crede che il suo “non voto” possa delegittimare qualcuno”

_ Il non voto non serve a indebolire le istituzioni. Il non voto non serve… perché non è un servo. Non è uno strumento per. Il non voto ha una finalità in sé. E dunque non si vota così come non si fanno cose che intimamente riteniamo inutili o lesive della nostra dignità. (Le finte elezioni europee, che in realtà sono elezioni nazionali, si svolgono in un ambito prettamente onirico; infatti – e di fatto – il parlamento europeo è un finto parlamento, non ha poteri di alcun tipo, non dà la fiducia ad alcun governo né nomina alcun presidente) Possibile che si voglia sempre strumentalizzare tutto? Possibile che anche le azioni più elementari, più ovvie debbano essere inquadrate nell’ottica utilitaristica?