L’on. Pagano: “Stato ateo, radical-totalitario e massone consente ‘Liberazione’ ma non messe”

 

“Ricapitoliamo, oggi 25Aprile questo Stato ateo, radical-totalitario e neomassone ha consentito la Festa della Liberazione con Autorità e partigiani dell’Anpi, mentre a decine di migliaia di persone morte da coronavirus ha negato i funerali e ai parenti di pregare per loro. E i vescovi della CEI, con la probabile, quanto ventilata, copertura della Segreteria di Stato, si sono a adeguati silenti? Non mi permetto di dare giudizi personali, ma immagino che il giudizio della Storia sarà impietoso”.

Così ha scritto l’onorevole Alessandro Pagano, vice capogruppo della lega alla Camera dei deputati firmatario di una interrogazione al ministro dell’Interno che punta il dito contro le decisioni del governo.

Secondo l’onorevole siciliano “il presidente del Consiglio Conte e il ministro Lamorgese, ancora una volta, usano due pesi e due misure. Al popolo italiano è stata preclusa qualsiasi memoria pubblica della Pasqua e delle messe domenicali senza tentare di conciliare la partecipazione alla Messa col possibile rispetto delle regole di distanziamento e di igiene. Da due mesi, è preclusa perfino la possibilità di assistere ad un funerale, cui ogni civiltà collega il commiato con un proprio caro, per non parlare di prendere parte alle celebrazioni all’interno delle Chiese che spesso sono state interrotte dalle Forze dell’Ordine. Però, con la circolare del ministro dell’interno del 22 aprile ‘Emergenza Covid-19. Celebrazioni del 25 aprile 2020 – 75° anniversario della Festa della Liberazione’ il ministro dell’Interno, d’intesa con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ritiene che, nonostante l’emergenza, siano consentite le celebrazioni dell’anniversario, e che a esse prendano parte anche le Associazioni partigiane e combattentistiche, col doveroso rispetto delle regole del distanziamento. La circolare, però, non è formulata chiaramente poiché afferma che ‘si potranno, in qualche modo, ritenere consentite forme di celebrazione della tradizionale cerimonia’. Francamente mi sfugge il senso giuridico dell’espressione ‘in qualche modo’: una condotta o è permessa, o è vietata, o è permessa nel rispetto di condizioni che vanno esplicitate. Questo significa che ciascun prefetto viene delegato a far svolgere cerimonie vietate da una norma di legge, secondo modalità che, col necessario distanziamento (unica certezza della circolare) potranno variare per ognuna delle cento province d’Italia. È evidente l’imbarazzante confusione del governo anche su questo tema”.

Secondo l’onorevole Pagano a questo punto il ministro Lamorgese dovrebbe spiegare “se e in che modo potrà essere consentito lo svolgimento, in deroga, di tutte le feste civili e non solo la ricorrenza del 25 aprile e spieghi, inoltre, se sentito il premier Conte non si conceda finalmente deroghe anche per la celebrazione delle Messe e dei funerali, ovviamente nel rispetto delle misure di distanziamento sociale”.

 

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