L’Arcivescovo di Palermo esprime vicinanza spirituale al mese ‘fruttuoso’ del Ramadan

L’Arcivescovo di Palermo esprime vicinanza spirituale al mese ‘fruttuoso’ del Ramadan

a cura di Angelica La Rosa

IL VESCOVO DI PALERMO AI MUSULMANI: “COLGO L’OCCASIONE DELL’INIZIO DEL RAMADAN PER AUGURARE A TUTTI VOI UN TEMPO DI SERENITÀ E DI BENEDIZIONE”

“Cari Fratelli e Sorelle Musulmani, colgo l’occasione dell’inizio del Ramadan per augurare a tutti voi un tempo di serenità e di benedizione. Questi giorni dedicati al digiuno, alla preghiera e all’elemosina, siano anche una ulteriore occasione per rafforzare legami di amicizia tra Cristiani e Musulmani, soprattutto in questo periodo di sofferenza, che esige da tutti noi gesti di autentica solidarietà, di umana fraternità e di maggiore attenzione ai poveri e agli emarginati”.

Lo ha scritto in un messaggio l’Arcivescovo, mons. Corrado Lorefice il quale ha aggiunto: “Nell’assicurare la mia personale vicinanza spirituale e quella della Chiesa Cattolica palermitana, auspico un mese fruttuoso di Ramadan e un gioioso ‘Id al-Fitr e che si possa realizzare tutto quello che il vostro cuore desidera per voi e per il bene di tutti gli uomini”.

L’Arcivescovo di Palermo in occasione della Pasqua Ebraica, aveva inviato un messaggio anche ad Evelyne Aouate presidente dell’Istituto siciliano di studi ebraici.

“Carissima Evelyne, al tramonto di questo giorno la Comunità Ebraica celebra la grande, bella ed importante festa della Pasqua, con la quale si fa memoria della liberazione dalla schiavitù d’Egitto, avvenuta “con mano potente e braccio teso” dalla eterna misericordia di Dio. Avrei voluto essere con voi, alla cena pasquale, per lodare e ringraziare il Signore per le meraviglie che ha operato e continua a realizzare nell’unica grande e variegata famiglia umana, anche in questo grave tempo di tristezza e di prova, ma le giuste norme sanitarie che lottano il Coronavirus me lo impediscono. La Luna piena, che stasera si affaccerà dal cielo per essere più vicina a noi nel suo perigeo, segna sia la Pasqua Ebraica come anche la Pasqua Cristiana, connotate entrambe da due parole: Salvezza e Liberazione; Misericordia e Condivisione. Le nostre celebrazioni religiose hanno in comune la sacra mensa e l’unica, straordinaria e multiforme esperienza dell’Amore di Dio, che viene a salvarci e liberarci da ogni male, perché noi crediamo fermamente che “Il Signore è il nostro Pastore”. Carissima Evelyne, desidero manifestarti, ancora una volta, la mia stima ed il mio affetto insieme al mio augurio di serenità, di salute, di pace e di gioia che ti prego trasmettere anche alla Comunità Ebraica di Palermo e a tutti i nostri comuni amici”.

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