Scuola: “follia i concorsi in emergenza”. Precari di religione dimenticati!


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“Si apprende che il Ministero dell’Istruzione ha dato seguito alla pubblicazione dei bandi concernenti i prossimi concorsi. Su questa situazione, che non vede unanimità politica, si è aperta una importante e legittima discussione all’interno della maggioranza”. Così hanno affermato in una nota congiunta del 28 aprile 2020, riportata dall’Adnkronos, i deputati del Gruppo Misto Flora Frate, Massimiliano De Toma, Lorenzo Fioramonti, Veronica Giannone e Rachele Silvestri.

“L’idea che in piena emergenza, anche a fronte del rischio di un ritorno dei contagi, si possa immaginare di svolgere i concorsi appare quanto meno irrealistico. Sarebbe opportuno che l’Esecutivo valuti con profonda cautela le decisioni da adottare, sospendendo la pubblicazione dei bandi. La priorità oggi è la tutela della salute, motivo per il quale si è deciso di tenere le scuole ancora chiuse. Esporre migliaia di concorsisti a possibili rischi”, si legge in
conclusione, “appare inopportuno e pericoloso e davvero non se ne comprende il motivo.
Il Governo fermi tutto, congeli ogni decisione e porti la discussione in Parlamento”.

“Ho avuto l’onore di partecipare ad una tavola rotonda di confronto promossa dall’Anaps. È stata un’occasione importante per tornare a parlare degli insegnanti precari di religione, doppiamente penalizzati, bistrattati come docenti di serie B, che dal 2004 sono stati esclusi da qualsiasi piano di stabilizzazione. Ho ricordato che l’unica risposta ricevuta in questi mesi alla mia Proposta di Legge, incardinata in Commissione Lavoro, è stata una non meglio, quanto ideologica invocazione della laicità di Stato che non ha nulla a che fare col precariato; una critica stupida che da la cifra esatta di chi la pone. Religione, ma non solo. Ho chiarito che per me tutti i precari della scuola, oggi più di prima, meritano soluzioni politiche che siano all’altezza di questo momento drammatico, anche con proposte inedite, coraggiose e radicalmente discontinue rispetto al passato”. Così ha scritto sul suo profilo Facebook la deputata del Gruppo Misto Flora Frate.

“Davvero qualcuno crede di poter dare seguito, in piena emergenza pandemica, a procedure concorsuali? Ebbene, chi lo pensa è un folle, chi si ostina a ripeterlo è capricciosamente fuori dalla realtà forse perché troppo attratto dalle dinamiche di Palazzo per comprendere quello che accade fuori, nella società. Lo dico chiaramente a scanso di equivoci, assumendomi la responsabilità di ogni singola parola: dobbiamo stabilizzare i precari che hanno tenuto in piedi il sistema scolastico e che in queste settimane, con la Didattica a Distanza, hanno garantito ai nostri studenti la piena agibilità del diritto allo studio. A loro, che il tempo di studiare non ce l’hanno, dobbiamo offrire un piano straordinario di assunzioni che parta imprescindibilmente dall’esperienza maturata sul campo. Il merito – quello vero, quello sostanziale, che attiene all’equità – è riconoscere a questi docenti una piena e completa stabilizzazione, e non buttarli nel caos di una competizione impari, costringendoli a sostenere un improbabile test a crocette che nulla ha a che fare con la loro reale preparazione”, ha aggiunto l’onorevole Frate.

“Ci sono alcuni esponenti di questa maggioranza (diciamolo chiaramente, del Movimento 5 Stelle) che continuano masochisticamente a parlare di scuola. Per carità, ognuno è libero di fare tutte le brutte figure che vuole, anche questo è un atto politico che merita rispetto. Ma quando si offende la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, allora no, così non va. Solo poche ore fa, qualche ‘Senatore per caso’ ha minacciato di far saltare il Governo. Parole di una gravità senza precedenti, da cui temo che anche stavolta non ci saranno prese di distanza. Quindi, secondo il M5S, se l’Esecutivo dovesse decidere di stabilizzare i precari, mettendo la parola fine ad anni di incertezza e instabilità lavorativa ed emotiva, meriterebbe addirittura di cadere? Straordinario, l’apoteosi dell’assurdo erto a sistema. Ma fortunatamente nella Maggioranza si è aperta una discussione. Leggo con attenzione le dichiarazioni di PD, LEU, Italia Viva. Il prossimo Decreto Scuola può essere l’occasione per correggere errori e dare speranze. Chi non è all’altezza, lo dica chiaramente e faccia subito un passo indietro. Non è più il tempo di formule ‘salvo intese’, di accordicchi al ribasso e pannicelli caldi, qui non c’è da salvare la carriera personale di qualcuno o piazzare ridicole bandierine di testimonianza. Occorre la politica, altre occasioni non ce ne saranno. Se ancora una volta le istanze dei precari finissero nell’ipocrita dimenticatoio di scelte illogiche e logiche sragionate, allora sì che sarà difficile tenere in piedi il banco. E sarà il paese reale, in carne ed ossa, a travolgerci tutti”, ha concluso la Frate.


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