Arcivescovo condanna alle pene dell’Inferno i criminali che hanno profanato le particole consacrate

Arcivescovo condanna alle pene dell’Inferno i criminali che hanno profanato le particole consacrate

A cura della Redazione

LA SCOMUNICA PER IL SACRILEGIO

In Messico l’arcivescovo di San Luis Potosí, monsignor Jesús Carlos Cabrero Romero, ha formulato la scomunica per il sacrilegio delle specie eucaristiche che è avvenuto dopo un furto in una parrocchia.

Secondo la stampa locale, i criminali hanno forzato una porta della chiesa, rubato denaro e oggetti sacri, danneggiato il tabernacolo e, in seguito, profanato le particole consacrate gettandole sul terreno della parrocchia di San Martín de Porres, nel quartiere satellite di San Luis Potosí, dove si è verificato il fatto.

Questo fatto ha portato l’arcivescovo Jesús Carlos Cabrero Romero, a decretare la scomunica dei criminali che, nel linguaggio della Chiesa, vuol dire la condanna eterna all’Inferno per chi è colpito dalla scomunica, a meno che prima della sua morte non faccia un percorso di ravvedimento e conversione che lo porti, attraverso le possibilità previste dalla Chiesa, al superamento della scomunica.

Questa la formula usata dall’arcivescovo dichiara: «Por la autoridad que me ha sido conferida, con la responsabilidad del cuidado de la disciplina de los sacramentos y con el propósito de dar testimonio del gran valor sacramental de la presencia real de Jesucristo Vivo en el deposito eucarístico, resguardado en los sagrarios de nuestros templos, y ante el grave e infame delito del sacrilegio, al ser arrojadas por la tierra las especias eucarísticas, cometido en el Templo Parroquial de San Martín de Porres, en la colonia Satélite de esta Ciudad Episcopal, en la madrugada del domingo 3 de mayo del presente: Declaro la excomunión automática reservada a la sede Apostólica de acuerdo a la dispuesto en el CIC en el c. 1367» (“Per l’autorità che mi è stata conferita, con la responsabilità di occuparmi della disciplina dei sacramenti e con lo scopo di testimoniare il grande valore sacramentale della presenza reale di Gesù Cristo vivo nel deposito eucaristico, protetto nei tabernacoli dei nostro templi, e stante il grave e famigerato crimine del sacrilegio, che ha visto gettare a terra le specie eucaristiche, fatto commesso nella chiesa parrocchiale di San Martín de Porres, nel quartiere satellite di questa città episcopale, con la presente dichiaro la scomunica automatica riservata alla Sede Apostolica in conformità con le disposizioni del Codice di Diritto Canonico nel canone 1367”).

Il vescovo Cabrero Romero ha spiegato che “nella parrocchia di San Martín de Porres, nonché nelle parrocchie e nei templi dell’arcidiocesi, verranno compiuti degli atti di riparazione e di espiazione, per chiedere al Signore la conversione dei responsabili, offrendo preghiere, sacrifici e atti di culto come riparazione per l’offesa commessa contro la presenza reale di Nostro Signore Gesù Cristo”.

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Era necessaria la scomunica non x punirli ma perché grazie anche alla preghiera di molti, possano ricevere la grazia del pentimento. Sono dei burattini in potere di satana, ciechi e morti spiritualmente. Non possono nulla senza l’intervento del Cielo.