Per Costanza Miriano padre Spadaro “obbedisce alla propaganda vittimistica della lobby lgbt”


 

Sembra che non sia andata giù al noto gesuita siciliano Padre Antonio Spadaro la presa di posizione coraggiosa della Conferenza Episcopale Italiano contro il ddl sull’omotransfobia in discussione presso il Parlamento Italiano.

“Occorre appoggiare norme che hanno senso difensivo di persone vulnerabili e non abbiano senso offensivo di legittime idee”, ha scritto Padre Antonio Spadaro sui suoi social, con un tono che sembra un po’ seccato.

La nota giornalista di Rai Vaticano Costanza Miriano, punta di diamante di tutti i cattolici che si battono per la vita e la famiglia voluta da Dio, ha risposto, sempre sui social, per le rime.

“Un’altra voce che cerca di mitigare l’impatto del comunicato CEI contro la legge Zan Scalfarotto”, ha scritto senza tanti giri di parole la giornalista perugina. “Questo però vuol dire pensare secondo il mondo, cioè obbedire alla propaganda vittimistica della lobby lgbt (che ha già tutte le – sacrosante – tutele) e affermare che le idee della Chiesa sono solo ‘legittime’. Cioè non credere che la Verità che la Chiesa dice e che il mondo odia – ci aveva avvisato Gesù – non sono semplici idee, ma è la realtà biologica di ogni persona, ed è l’unica vera salvezza possibile per ogni uomo, che ci creda o no”.

La giornalista e saggista ha espresso la sua gratitudine alla CEI per un comunicato che difende per tutti gli italiani, e non solo i cattolici, “il diritto di parola”. La Miriano ha espresso perplessità anche per l’articolo di Avvenire “che chiede all’autore di un ddl liberticida: mi scusi, potremo continuare a dire che l’unione tra uomo e donna è vera senza andare in prigione? Grazie!”.

In un altro commento Costanza Miriano ha rincarato la dose. “Se passa la legge bavaglio io non parlerò più di persone LGBT ma di QDCNPPPSSTD, visto che i siti militanti mi danno dell’omofoba in scioltezza, come se fosse un dato di fatto acclarato, mentre io sono certa di non esserlo, e mi sembra sinceramente di non avere scritto niente di offensivo (l’acronimo, come è ovvio, sta per Quelli Di Cui Non Puoi Parlare Perché Se Sbagli Ti Denunciano)”.

ANGELICA LA ROSA

 


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