“Guai a quelli che si vergognano di Cristo e del suo Vangelo”


È inevitabile che il profeta si crei dei nemici. La sua parola penetrante rivela le mire e le trame dei potenti, che non solo rifiutano di convertirsi a Dio, ma cercano di uccidere i suoi inviati. Così con Geremia e con tanti altri. Ma Dio vigila e difende la vita e l’onore dei suoi profeti, anche se a volte permette il martirio, come in Giovanni Battista.

Il povero Geremia, messo alle strette, implora la vendetta di Dio sui suoi nemici; invece Gesù messo in croce, implorerà il perdono su di loro, “perché non sanno quello che fanno”.

Tale è l’amore di Cristo, che vuole tutti redenti e salvi. È dal suo Cuore trafitto che scende la grazia sovrabbondante sui figli di Eva. Come per la colpa di Adamo entrò la morte e la maledizione su tutti gli uomini, così per il sacrificio di Cristo la grazia ha sovrabbondato dove prima regnava la colpa.

La paura non viene da Dio e la vita del corpo non vale più di quella dell’anima.

Non bisogna temere gli uomini, ma Dio, che nel giorno del giudizio può cacciarci nella Geenna. Guai a quelli che si vergognano di Cristo e del suo Vangelo: in quel giorno terribile, egli non li riconoscerà come suoi discepoli, davanti al Padre suo e infausta sarà la sentenza.


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