Il cardinale Charles Bo: “La guerra sposta decine di migliaia di persone”


“E’ necessario dare priorità ai principi del diritto internazionale, da tempo riconosciuti, e dei Paesi civili in materia di protezione degli sfollati forzati”. Così ha dichiarato a Vatican News il cardinale Charles Bo, arcivescovo di Yangoni, la più grande città del Myanmar.

Nel Paese, tormentato dalla guerra civile per più di sei decenni, è stato dichiarato un cessate il fuoco parziale, ma “la differenza tra un cessate il fuoco totale e un cessate il fuoco parziale è enorme. La guerra sposta ancora decine di migliaia di persone che ora stanno morendo di fame nel nord di Rakhine e nel sud dello Stato del Chin. La mancata estensione del cessate il fuoco a tutte le parti del Myanmar incide sulla pace di tutta l’Asia. Il conflitto non porta alla vittoria di nessuno”, ha detto il cardinale.

“È importante includere i bisogni dei rifugiati, dei richiedenti asilo e degli sfollati interni in tutte le politiche di risposta al Covid-19, compresi i soccorsi, e non approfittare di un’emergenza come quella attuale per negare l’assistenza alle popolazioni migranti o per radunare o detenere uomini, donne e bambini migranti”, ha detto l’arcivescovo di Yangon, che è anche presidente della Federazione delle Conferenze episcopali dell’Asia (FABC), ed ha invitato i leader asiatici ad affrontare i temi del “razzismo, nativismo e dell’odiosa retorica” dinanzi ai migranti senza documenti, ai rifugiati e ai richiedenti asilo.


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