Frase apostata di un sacerdote: “In Cristo sono lesbica, gay, bisessuale, transessuale e queer”

 

Il sacerdote paulista Rick Walsh ha offerto “una riflessione” intitolata “Tutti apparteniamo gli uni agli altri” nella chiesa cattolica di San Paolo Apostolo a New York City (la parrocchia è la casa madre dell’ordine paulista).



Secondo il sacerdote “una volta che appartieni a Cristo, appartieni a tutti gli altri che appartengono anche a Cristo” ed ecco perché “Cristo è lesbica, gay, bisessuale, transgender e queer”.

Purtroppo non è un caso che il meme “queer-Christ” sia diventato una pietra miliare dei cosiddetti “ministeri cattolici LGBT”.



Per la cronaca, il 25 giugno 2020 Walsh è stato anche il “celebrante” per la messa d’orgoglio LGBT sponsorizzata dalla parrocchia paulista.

Un altro equivoco sacerdote, padre James Martin, il gesuita pro lgbt, a proposito dell'”Out at St. Paul”, ha scritto: “è uno dei ministeri cattolici LGBT più dinamici nel paese, e probabilmente nel mondo. È un ministero della Chiesa di San Paolo Apostolo a New York City, proprio accanto alla nostra comunità gesuita. Possano dare speranza alle parrocchie che si sforzano di essere luoghi accoglienti per tutti”.

Sei anni fa anche il cardinale Kasper aveva celebrato la messa a San Paolo Apostolo (qui il video della sua omelia).



In questa chiesa hanno raccolto testimonianze di diversi sostenitori gay e transgender e ne hanno fatto vari video promozionali. Tra di essi c’è la suora dissidente Jeannine Gramick, che è stata ufficialmente sanzionata dal Vaticano nel 1999 e permanentemente inibita da qualsiasi lavoro pastorale che coinvolge omosessuali e Warren Hall, un prete gay che si è auto-espulso.

 

ANGELICA LA ROSA

 

OMOFOBIA: COME PROVARE A DARE LA BATTAGLIA




Martedì prossimo 7 luglio, a partire dalle ore 20, sulla pagina facebook di (In)Formazione Cattolica, ci sarà un’intervista in diretta al prof. Massimo Gandolfini sul progetto di Legge Zan: “tra libertà di pensiero e di opinione”.

Nonostante siano ben altre le emergenze d’affrontare da parte della politica in questo difficile periodo di crisi, il Parlamento italiano ha in corso di esame e discussione il Progetto di Legge (PdL), presentato come primo firmatario dal deputato Pd Alessandro Zan, dal titolo: “Modifiche agli articoli 604-bis e 604-ter del codice penale, in materia di violenza o discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere”.



Su questa normativa che, qualora approvata, imporrà diversi diktat dell’ideologia gender nell’ordinamento nazionale, la redazione di “(In)Formazione Cattolica” ha organizzato un momento di approfondimento grazie all’intervista che l’avv. Giovanna Arminio rivolgerà martedì prossimo, 7 luglio, alle ore 20, al prof. Massimo Gandolfini, neurochirurgo e psichiatra ma, soprattutto, presidente dell’Associazione Family Day – Difendiamo i nostri figli.



Per assistere alla trasmissione, che s’intitola “Il progetto di Legge Zan omotransfobia: tra libertà di pensiero e di opinione”, ci si può collegare al link: https://www.facebook.com/informazionecattolica/

 

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