Ultima Cena con Gesù nero su pressione dei Black Lives Matter


Una settimana dopo che l’arcivescovo di Canterbury Justin Welby, la massima autorità spirituale della Chiesa anglicana, ha chiesto un “ripensamento” sui ritratti di Gesù come bianco, spingendo i funzionari della Cattedrale di Canterbury a rivedere la gamma di raffigurazioni di Gesù e altri monumenti che potrebbero avere collegamenti con controverse figure storiche, presso la storica cattedrale di St Albans hanno pensato di mettere in pratica il politicamente corretto installando un dipinto dell’Ultima Cena che raffigura un Gesù nero sopra l’altare.



La pittrice Lorna May Wadsworth ha scelto Tafari Hinds, un modello di origine giamaicana, per “indurre le persone a mettere in discussione il mito occidentale secondo cui Gesù aveva i capelli biondi e gli occhi azzurri” ed ha impresso il volto del modello nel suo dipinto intitolato ‘A last Supper’.

Il Decano della Cattedrale ha avvertito che la Chiesa non è in una “posizione forte” per predicare la giustizia razziale ed ha spiegato di avere deciso di installare l’opera d’arte in seguito alle pressioni degli attivisti di Black Lives Matter.



Il decano ha spiegato al Telegraph che “le vite dei neri contano, quindi è per questo che abbiamo trasformato il nostro Altare dei perseguitati, nel Transetto Nord della Cattedrale, in uno spazio di riflessione e preghiera”, con l’opera d’arte messa in evidenza.
A partire da oggi, 4 luglio, l’opera sarà visibile ai visitatori, come spiega il sito web della cattedrale, che specifica: “nella cattedrale di St Albans sosteniamo che il movimento Black Lives Matter è alleato del cambiamento”, e si batte per costruire “una comunità forte, giusta ed equa in cui la dignità di ogni essere umano è onorata e celebrata; dove si sentono voci nere e dove le vite nere contano”.

La pittrice Lorna May Wadsworth ha spiegato che il dipingere la pala dell’Ultima Cena l’ha fatta riflettere su “come siamo abituati a vedere Gesù ritratto. Gli esperti concordano sul fatto che molto probabilmente ha avuto caratteristiche mediorientali, eppure per secoli gli artisti europei hanno tradizionalmente dipinto Cristo a loro immagine. Ho scelto il modello di origine giamaicana, Tafari Hinds, come mio Gesù per indurre le persone a mettere in discussione il mito occidentale che aveva i capelli biondi e gli occhi azzurri. La mia interpretazione è altrettanto ‘accurata’ come quelle che ho visto, rappresentanti Gesù come un fiorentino… Sapevo anche che, da un precedente ritratto di Tafari, c’è qualcosa nel suo volto che le persone trovano profondamente empatico e commovente, che è la qualità prevalente che volevo incarnare nel mio Cristo”.

Dalla cattedrale invitano a visitare l’opera, accendere una candela e “recitare una preghiera a sostegno dei Black Lives Matter”.



Il giornalista de Il Foglio Giulio Meotti ha commentato su Facebook: “tutte queste bugiarde e ipocrite dimostrazioni affettate di antirazzismo” ci dicono “che le nostre società sono sopraffatte da una debolezza spaventosa e da un epidemico disgusto culturale per la propria civiltà. A oggi non esiste opposizione a questo caos. Vogliono portarci alla sottomissione imponendoci una rappresentazione di noi stessi assolutamente estranea alla nostra storia”.
È difficile non pensarla alla stesso modo!

 

MATTEO ORLANDO


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Avete rotto con il politicamente corretto … “Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto (Rm 12, 2)”

..ma proprio rotto rotto….