Parrocchia critica Gay Pride: difesa dal Vescovo ma sommersa di insulti


Una parrocchia ha criticato il sostegno al Gay Pride di una squadra di football americano ed ha ricevuto innumerevoli attacchi sui social. In compenso è arrivato il sostegno del vescovo locale.

E’ successo negli Stati Uniti dove una parrocchia cattolica (quella di Nostra Signora di Lourdes a Erath, diocesi di Lafayette) ha criticato la squadra dei New Orleans Saints per il supporto istituzionale dato al Gay Pride.

Dopo aver ricevuto tutti i tipi di attacchi su Facebook la diocesi è venuta in sua difesa, citando il Catechismo.

La parrocchia aveva risposto a un post su Facebook dei Saints di New Orleans in cui si annunciava che la squadra avrebbe illuminato il proprio stadio con i colori della bandiera lgbt, chiamata Arcobaleno, in prossimità della locale edizione annuale del “Pride”.

Apriti cielo. Il sacerdote ha subito insulti di ogni tipo e persino minacce. Cosa aveva scritto? “Questo tipo di trucchi fa male alla società e alle anime. Non inchinatevi a questi gruppi di pressione. I bambini hanno diritti. I bambini meritano di avere un padre e una madre. Per favore, non sostenete l’immoralità. Rifiuta la cultura del Politically Correct”. Questo testo, molto equilibrato nei modi, ha ricevuto centinaia di commenti che accusano la parrocchia di “odio” e “intolleranza”. Inutile dire che un episodio del genere in Italia, se sarà approvata la proposta di legge sull’omotransfobia, diventerà un reato e il sacerdote rischierebbe da noi anni di carcere!

Il prete, padre André Metrejean, ha poi cancellato il commento, probabilmente per evitare la censura di Facebook, ma ha risposto alle critiche pubblicando una dichiarazione registrata, oltre a condividere un documentario prodotto da Courage International, una forma di apostolato cattolico che incoraggia chi prova attrazione per persone dello stesso sesso, a vivere nella castità e nella stretta vicinanza a Cristo.

“La Chiesa non è piena di odio. In effetti, quando le persone ci accusano di odio o disprezzo perché predichiamo la verità sulla sessualità e sul piano di Dio riguardo alla sessualità, essi mentono. È una tattica di bullismo. Questo è ciò che fanno i bulli; ti accusano di qualcosa di cui in realtà non sei colpevole”, ha dichiarato padre Metrejean.

E parlando agli omosessuali ha detto: “la mia parrocchia, la mia Chiesa, la mia Bibbia, la mia tradizione cattolica, il mio Signore, non ti odiamo, ti amano. Quindi predichiamo ciò che facciamo. Non si tratta di esclusione, non si tratta di giudicare gli altri, si tratta di salvare le anime e portare alle persone il potere del sangue di Cristo”.

Intervenendo a sostegno del suo sacerdote il vescovo Douglas Deshotel della diocesi di Lafayette ha citato il paragrafo 2358 del Catechismo della Chiesa Cattolica.

 


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