Esclusivo. Eugenia Roccella: “esiste una sola famiglia ma è impossibile dirlo senza subire aggressioni”


“Il ddl Scalfatorro Zan in tema di omotransfobia non mi stupisce più di tanto e credo che la situazione sia talmente compromessa al punto che una legge in più legge in meno non cambia molto. Intendo dire che i danni sono stati già fatti e questo andazzo proseguirà anche senza questa brutta legge. Insomma, la libertà di pensiero e di opinione su questo argomento è stata già posta in pericolo. Chi non segue il pensiero unico dominante e non si inchina a questo modo di opinare, è delegittimato e messo da parte, seguono la tecnica della delegittimazione sociale, forse più insidiosa e raffinata di una sanzione penale. Ci fate caso che non è possibile senza subire aggressioni verbali o sui media, ribadire che esiste una sola famiglia, quella composta da uomo e donna e che non vi è altro genere sessuale?”.

A dirlo in questa intervista per Informazione Cattolica è Eugenia Roccella, già deputata della Repubblica Italiana e con incarichi governativi. La Roccella conosce bene il mondo dal quale arrivano certe leggi. Negli anni ottanta ha lasciato i Radicali (il padre, Franco Roccella, ne fu uno dei fondatori), colpevoli di portare avanti battaglie “che stanno conducendo verso la distruzione dell’individuo”.

“Qualsiasi cosa tu scriva sui social, penso ai Facebook, sei bloccato e censurato. E’ un sistema di pensiero opprimente ed intrusivo che io giudico maggiormente pesante rispetto alla normativa, che pur è da rigettare e combattere. Siamo talmente avanti da aver permesso in Italia un farmaco che blocca la maturazione sessuale in attesa che si scelga a quale genere appartenere”, ha spiegato ad Informazione Cattolica la Roccella.

I vescovi italiani “hanno fatto molto bene a reagire e sono stati chiari. Questo è un secondo tentativo dopo il precedente che andò a vuoto e devo dire che alcuni esponenti del centro destra, penso alla Carfagna, erano disposti ad appoggiare la legge sulla omofobia, lei aveva fatto l’accordo con Scalfarotto e solo Brunetta lo fece saltare”, ha rivelato la Roccella.

Eugenia Roccella, autrice di vari libri tra i quali “Fine della maternità. Il caso degli embrioni scambiati e la fecondazione eterologa” (Edizioni Cantagalli, 2015), ritiene che il disegno di legge sulla omotransfobia sia incostituzionale “in modo plateale, perché urta contro la libertà di opinione e di pensiero prevista dalla Costituzione e l’articolo 3 sull’uguaglianza. Le norme, specie penali, sono generali e non vale una difesa particolare a favore di una singola categoria”.

Bruno Volpe

 

OMOFOBIA: COME PROVARE A DARE LA BATTAGLIA

Martedì prossimo 7 luglio, a partire dalle ore 20, sulla pagina facebook di (In)Formazione Cattolica, ci sarà un’intervista in diretta al prof. Massimo Gandolfini sul progetto di Legge Zan: “tra libertà di pensiero e di opinione”.

Nonostante siano ben altre le emergenze d’affrontare da parte della politica in questo difficile periodo di crisi, il Parlamento italiano ha in corso di esame e discussione il Progetto di Legge (PdL), presentato come primo firmatario dal deputato Pd Alessandro Zan, dal titolo: “Modifiche agli articoli 604-bis e 604-ter del codice penale, in materia di violenza o discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere”.

Su questa normativa che, qualora approvata, imporrà diversi diktat dell’ideologia gender nell’ordinamento nazionale, la redazione di “(In)Formazione Cattolica” ha organizzato un momento di approfondimento grazie all’intervista che l’avv. Giovanna Arminio rivolgerà martedì prossimo, 7 luglio, alle ore 20, al prof. Massimo Gandolfini, neurochirurgo e psichiatra ma, soprattutto, presidente dell’Associazione Family Day – Difendiamo i nostri figli.

Per assistere alla trasmissione, che s’intitola “Il progetto di Legge Zan omotransfobia: tra libertà di pensiero e di opinione”, ci si può collegare al link: https://www.facebook.com/informazionecattolica/

 


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