Moriremo di fame… ma con la mascherina


 

Risulta che, superando le previsioni di analisti precisi come i sondaggisti, il PIL cinese cresce del 3,2% su base annua, più 11,5% rispetto al precedente trimestre.



Gioverà ricordare come abbiano predisposto il set di Wuhan mentre i media (e non solo) guardavano altrove.
Aver ignorato le informative di Taiwan grida ancora vendetta al cielo ma nessuno pagherà mai per questo delitto.

Chi osava dire la verità veniva messo a tacere, finiva in carcere o passava a miglior vita.

Non solo in Cina, in Svezia e in Francia sapevano con certezza da mesi ma tacquero. Si trattava di aspettare e trovare un Paese da usare come formale untore del mondo occidentale, l’Italia pare quasi essersi offerta volontaria.

Ad un certo punto chi provava a prendere provvedimenti, o appena appena metteva in guardia del rischio, si prendeva del razzista.



Ed era “tutti un aperitivo”, “Milano non si ferma”, “Bergamo nemmeno”, “abbraccia un cinese”, “non ci sono prove che si trasmetta da uomo a uomo”, “il pipistrello”, “il pangolino”, “è una influenza”, “la mascherina non serve”, “la mascherina solo se si è malati”, (poi la mascherina anche per andare al cesso), “rischio zero”, “siamo preparati”, “stato di emergenza precauzionale” e via dicendo.

La zona rossa, la zona arancione, la quarantena per decine di milioni di persone sane.

Tutto vietato salvo riunirsi contro il fascismo immaginario. Aeroporti sigillati, porti spalancati.

Presi all’amo li abbiamo pure aiutati mentre, OMS complice, agevolavano la diffusione in tutto il mondo del compagno Covid.

Mentre occultavano notizie fondamentali affinché il numero di morti evitabili fosse il maggiore possibile, noi ovviamente li ringraziavamo.

Anzi prendevamo letteralmente e felicemente ordini mentre eravamo diventati la Siria.

In tutto ciò con l’aiuto delle forze del male occidentali ci hanno accompagnato per manina al disastro economico, imbavagliandoci, mettendoci ai domiciliari.



La cura doveva sin dal principio essere peggiore del male eppure sembra che ciò che conti davvero sia trovare il modo di dare la colpa a Trump, la consolazione massima dei perdenti.

C’è di tutto in questo campionario degli orrori, senza trascurare il ruolo dei virologi super star ma solo se affini alla narrativa del terrore, ogni iniziativa pro economia e pro libertà avrebbe aperto i cancelli dell’inferno.

Anche adesso con gli ospedali deserti e persino disertati da chi è stato costretto a rinunciare alle cure per malattie davvero letali, come se quelle vite non contassero.



E c’è ancora chi guarda ma non vuole vedere, e allora un po’ ce lo meritiamo, sarà il caos, chiederemo di nuovo aiuto alla Cina come vorrebbe il sindaco di Firenze e non solo lui.

E allora moriremo di fame ma con la mascherina.

 

Lorenzo Capellini Mion

 


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[…] di fame… ma con la mascherinadi Lorenzo Capellini MionInformazionecattolica.it, 17 luglio 2020Risulta che, superando le previsioni di analisti precisi come i sondaggisti, il PIL cinese cresce […]