Quella schiavitù moderna nel Regno Unito


La chiamano schiavitù moderna, una fiorente industria del crimine, una piaga nel Regno Unito aggravata dal Covid-19.

Si parla di abusi nel mondo del lavoro fino allo sfruttamento sessuale.

Secondo una ricerca di Euronews Londra ,solo nell’anno 2019 sono stati identificati 10600 presunti schiavi, una crescita di più del 50% rispetto al 2018.

Nel mirino di questi nuovi padroni, sotto ricatto di caporali, spesso sono immigrati irregolari che non possono ottenere un lavoro alla luce del sole.

Anche i vulnerabili cittadini britannici sono presi di mira, in particolare i bambini provenienti da contesti svantaggiati, per essere trasformati in bande criminali di droga nella cosiddetta tratta delle “linee di contea”.

Hestia, l’organizzazione caritatevole presente in loco afferma: “La crisi scatenata del Covid-19 rischia di aggravare questa situazione, considerando che gli imprenditori che riapriranno avranno meno soldi per i salari”.

La Gran Bretagna ha intensificato gli sforzi per contrastare queste schiavitù, ma la critica dominante è che la nuove legge introdotta nel 2015, il Modern Slavery Act, rimanga ancora troppo inapplicata.

Le politiche di austerità hanno indebolito il sostegno alle vittime e il lavoro di prevenzione, lasciando molti indigenti e vulnerabili a un ulteriore sfruttamento.

I tagli ai servizi pubblici ostacolano gli sforzi per prevenire lo sfruttamento e limitano le risorse per indagare sui casi di tratta.

La pandemia sta mettendo a dura prova l’economia dei Paesi. L’appello ai governi è di non dimenticare gli ultimi, i più fragili, anche in questo momento difficile.

 

EMMANUELE DI LEO


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