Il prelato dell’Opus Dei: “Dire con convinzione ‘omnia in bonum’ è questione di fede”


Carissimi che Gesù protegga le mie figlie e i miei figli!

Durante gli ultimi mesi, soprattutto da quando si è scatenata la crisi sanitaria mondiale, a volte abbiamo sentito la frase «andrà tutto bene».

Spesso si tratta semplicemente di incoraggiare un’altra persona in un momento difficile; ma può anche avere un significato più profondo: quello delle parole di san Paolo che san Josemaría abbreviava nella giaculatoria omnia in bonum: «tutto concorre al bene di coloro che amano Dio» (Rm 8, 28).

Non sempre per noi è possibile riconoscere immediatamente il bene. Qualche volta non riusciremo neppure a comprenderlo.

Cercare di stare vicino a Dio non ci evita le normali stanchezze, perplessità e sofferenze della vita; però questa vicinanza ci può indurre a vivere tutto in maniera diversa.

In questi giorni stiamo facendo anche nostra la sofferenza del Libano, trasformandola in preghiera per le vittime e le loro famiglie, per tante altre persone e per la stabilità del Paese.

Dire con convinzione omnia in bonum è questione di fede e del nostro modo di corrispondere alla fede, mediante la conversione del cuore – l’amore a Dio e agli altri – davanti al dolore proprio e altrui.

Con questa fede, possiamo anche contribuire, in un modo o nell’altro, a realizzare quel bene.

Perciò, se a volte notiamo che la fede s’indebolisce, preghiamo con sicura fiducia: Signore, aumentami la fede (cfr. Lc 17, 5) e con la fede l’amore, e con l’amore la speranza e la gioia.

Con tanto affetto vi benedice

vostro Padre

Fernando Ocáriz

Pamplona, 12 agosto 2020

 


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