L’allarme: il collegamento tra Cannabis ed emergenze psichiatriche è spaventoso


Il collegamento tra uso di sostanze psicoattive e emergenze psichiatriche è spaventoso. “Tra i giovani che arrivano al pronto soccorso psichiatrico, trovare qualcuno che non abbia THC (delta-9-tetraidrocannabinolo, uno dei maggiori principi attivi della cannabis) nel corpo è diventata una rarità”, ha affermato a “Vita” il dottor Carlo Fraticelli, direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze dell’ASST Lariana.

I dati ufficiali dell’Espad Italia riportano che il 25,8 % dei giovani italiani nella fascia di età 15-19 anni ha fatto uso di cannabis nell’ultimo anno (anche se c’è chi ritiene che questi dati sarebbero almeno da raddoppiare) e il vizio culturale (la droga “leggera”) talmente radicato che in pochi vogliono davvero sapere.

“I giovani non hanno bisogno di una predica o di un richiamo paternalistico, ma devono essere informati sui rischi reali, per poter prendere una scelta consapevole. Bisogna fare leva sulla loro curiosità, trovare il linguaggio giusto. Oggi l’unica narrazione che hanno a disposizione è il fatto che quasi tutti i loro coetanei si drogano, che è una figata e che non è pericoloso. E’ necessario far capire loro l’altra faccia della storia”, ha spiegato il dottor Carlo Locatelli, direttore del Centro Antiveleni e Centro Nazionale Tossicologico dell’Istituto Maugeri di Pavia.

I possibili disturbi correlati all’uso di cannabis sono numerosi e ben documentati: deficit cognitivi, dipendenza, depressione, disturbi d’ansia, attacchi di panico, insonnia. Tuttavia l’aspetto forse più urgente della questione è l’insorgenza di episodi psicotici (per i consumatori di cannabis è tre volte maggiore rispetto ai non consumatori).

Ragazzi e ragazze iniziano a usare cannabis tra la fine delle scuole medie e l’inizio delle superiori, quando il cervello è ancora in fase di sviluppo. Più è precoce l’età d’inizio, maggiori sono i rischi correlati. “I fattori che incrementano maggiormente il rischio sono tre: età, uso quotidiano, prodotti ad alta potenza”, ha spiegato il dottor Fraticelli.

“Se anche solo l’1% dei consumatori di cannabis nella fascia di età 15-19 anni (in realtà la proporzione è molto più alta), andasse incontro a gravi conseguenze, considerata la pervasività del fenomeno, ci troviamo di fronte a diecimila persone che finiscono in un pronto soccorso psichiatrico in condizioni gravissime, di fronte alla beata ignoranza di uomini e donne più o meno colte, che quando il figlio o la figlia 14enne tornano a casa la sera con gli occhi tutti rossi, decidono di sorriderci su”, ha commentato Giuseppe Lorenzetti.

 

Leggi tutto l’articolo di Lorenzetti QUI

 


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