La Chiesa non può essere il luogo adatto a musiche profane


 

“Chi canta prega due volte” diceva Sant’Agostino d’Ippona, dottore della Chiesa.

Questo insegnamento ha accompagnato le celebrazioni e le meditazioni nel corso dei secoli.

Tuttavia non tutti i canti sono leciti in chiesa.

Oggi si presta poca importanza alle disposizioni del canone 1210 del Codice di Diritto Canonico, ovvero: «Nel luogo sacro sia ammesso solo quanto serve per esercitare e promuovere il culto, la religione, ed è vietato tutto ciò che non sia consono alla santità del luogo. Tuttavia l’Ordinario può permettere, caso per caso, altri usi, che però non siano contrari alla santità del luogo».

La Congregazione per il Culto Divino, facendo riferimento al canone 1210, ha precisato: «Il principio che l’utilizzazione della chiesa non deve essere contraria alla santità del luogo determina il criterio secondo il quale si deve aprire la porta della chiesa a un concerto di musica sacra o religiosa, e la si deve chiudere ad ogni altra specie di musica. La più bella musica sinfonica, per esempio, non è di per sé religiosa. Tale qualifica deve risultare esplicitamente dalla destinazione originale dei pezzi musicali o dei canti e dal loro contenuto. Non è legittimo programmare in una chiesa l’esecuzione di una musica che non è di ispirazione religiosa e che è stata composta per essere eseguita in contesti profani precisi, sia essa classica o contemporanea, di alto livello o popolare: ciò non rispetterebbe il carattere sacro della chiesa, e la stessa opera musicale eseguita in un contesto non connaturale ad essa» (La musica nelle chiese al di fuori delle celebrazioni liturgiche. Lettera della Sacra Congregazione per il Culto Divino, Roma, 5 novembre 1987, n. 8).

È importante conoscere ed attenersi a queste disposizioni, in quanto viene previsto chiaramente cosa non è concesso cantare in chiesa.

Spesso si pensa infatti che un luogo di culto sia un semplice luogo pubblico, scambiandolo per un teatro, un cineforum o una sala oratoriale.

In presenza del Santissimo Sacramento non ci si può permettere di improvvisare concerti o spettacoli folkloristici.

In chiesa si prega e, se lo si fa cantando, il coro deve offrire brani liturgici o religiosi.

Purtroppo col passare del tempo siamo arrivati a celebrazioni con canti non opportuni oppure a concerti di musica leggera in chiesa.

Con questo non si vuole togliere valore a qualsiasi canto che non sia sacro, semplicemente è necessario affermare che la chiesa, essendo la casa di Dio, non può essere il luogo adatto a musiche profane.

Sarebbe opportuno che i cori di tutte le parrocchie analizzassero attentamente con i loro maestri ed animatori i rispettivi repertori e, nel rispetto dei tempi e delle celebrazioni, scegliessero con cura i brani adatti.

Siamo sicuri che ne gioverebbero le nostre Messe e si potrebbe così tornare a cantare lodando il Signore.

 

Gian Piero Bonfanti

 

Nella foto la Cappella Musicale del Duomo di Monza

 


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