Covid, sconcertanti i dati sulla riduzione dei posti di lavoro nel mondo


Di Angelica La Rosa

A causa del Covid-19 e del lockdown mondiale messo in atto per cercare di contenere il contagio, nel solo secondo trimestre di questo 2020 sono state perse ore lavorate equivalenti a 495 milioni di posti a tempo pieno, rispetto agli ultimi tre mesi del 2019.

E’ questa la scioccante cifra fornita dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro. La crisi sanitaria ha concorso a bruciare ben 3 mila e 500 miliardi di dollari di redditi da lavoro nei primi 9 mesi del 2020.

L’Organizzazione Internazionale del Lavoro si attende per il terzo trimestre del 2020 un’ulteriore riduzione delle ore lavorate del 12,1%, pari a 345 milioni di occupati a tempo pieno.

L’Organizzazione Internazionale del Lavoro ha rivisto in negativo le sue stime anche per il quarto trimestre. Il calo delle ore lavorate, prevede l’organizzazione, si attesterà all’8,6%, pari a 245 milioni di posti di lavoro equivalenti, contro il precedente -4,9% per 140 milioni di occupati a tempo pieno equivalenti.

Questo ha comportato un forte aumento della disoccupazione e dell’incapacità di trovare un lavoro, che in linea di massima, nel secondo trimestre dell’anno, ha riguardato più le donne che gli uomini. Gli effetti della pandemia hanno colpito soprattutto i lavoratori impiegati nei settori informali delle economie in via di sviluppo ed emergenti.

L’Organizzazione Internazionale del Lavoro afferma che gli effetti negativi del coronavirus sull’economia e sull’occupazione si protrarranno per tutto il quarto trimestre del 2020. L’organizzazione raccomanda di mantenere gli stimoli all’economia per tutto il 2021. Il che significa un corretto bilanciamento tra difesa della sicurezza sanitaria e politiche fiscali ed economiche.


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