Quegli uomini che hanno scommesso sul ‘cavallo sbagliato’: il Terzo Reich di Adolf Hitler


Di Giuseppe Brienza

Tra le proposte editoriali di prossima uscita, nel campo della saggistica storica, segnaliamo il libro del saggista e scrittore di Ferrara Andrea Rossi, dal titolo: La fine di tutto 15 aprile-15 maggio 1945: una guida agli ultimi giorni dei collaborazionismi europei (D’Ettoris Editori, Crotone 2020, collana: Biblioteca di storia europea, pp. 120, € 13,90).

L’autore, che è dottore di ricerca in storia militare e cultore di della materia presso l’università di Ferrara, ricostruisce la parabola storica ed esistenziale di centinaia di migliaia di uomini che, dopo aver scommesso sul “cavallo sbagliato”, cioè il Terzo Reich, si trovarono nel maggio 1945 completamente disarcionati dalla storia. Soldati, idealisti e militanti che finirono la loro avventura politica e militare a pochi chilometri gli uni dagli altri, in un cataclisma epocale, pagando senza remissione l’alleanza scellerata che avevano sottoscritto con Adolf Hitler (1889-1945), ognuno per ragioni e motivi diversi: affinità ideologica, nazionalismo frustrato, antisemitismo viscerale, odio per il comunismo, ma anche disperato patriottismo e desiderio di indipendenza. Dietro di loro avevano lasciato lutti, rovine, disperazione, morte subita e inferta; colonne di disperati avevano seguito i propri leader dall’Europa occidentale così come dai Balcani e dall’Ungheria, dall’Ucraina e dalla Russia fin dentro i confini del Terzo Reich.

Per sfuggire al destino si erano ritirati nell’ultimo lembo di territorio amico ancora non toccato dalla disfatta, un fazzoletto di terra sempre più angusto situato nel centro dell’Europa ancora occupata dalle Forze Armate tedesche della Wehrmacht. Lì pensavano di essere sfuggiti alla punizione che da mesi li inseguiva, ma dopo la resa vennero riportati alla realtà dalle avanguardie americane e sovietiche, da quelle francesi o britanniche, con cui, improvvisamente, si trovarono faccia a faccia. E in quel momento cercarono scampo come meglio poterono: invocarono convenzioni, supplicarono, presero tempo, si travestirono, si offrirono ai vincitori. Diversi scamparono al castigo, ma il loro futuro fu comunque quello degli esuli, in nazioni amiche o presso ex nemici che poco si interessavano al curriculum dei nuovi arrivati, se non per il rilievo professionale che essi potevano avere o per le informazioni che possedevano.

Nello studio si ricostruiscono, sulla base di bibliografia e documentazioni inedite, le vicende di questi sconfitti, e delle ultime due settimane di guerra in Europa, durante le quali si decise la sorte non solo dei collaboratori europei, ma anche di milioni di cittadini che senza colpa, si trovarono dalla parte sbagliata della lugubre cortina di ferro.

L’autore del libro, sposato con due figli, è anche un appassionato militante cattolico e pro-family, che spesso interviene con editoriali molto efficaci in questo senso sulla stampa locale e nazionale e, per la D’Ettoris editori, ha già pubblicato due libri, nel 2015 Il gladio spezzato, nel 2017 la raccolta di recensioni storiche Dieci anni, cento libri.

Per prenotare una copia del volume, che sarà disponibile a dicembre, si può scrivere una mail a: ufficiostampa@dettoriseditori.it. Per consultare il catalogo completo e trovare altre informazioni sulla casa editrice e le varie iniziative in programma ecco il collegamento al suo sito ufficiale: www.dettoriseditori.it/.


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