Ad essere tolleranti con gli intolleranti si finisce sottomessi


Di Lorenzo Capellini Mion

Il procuratore anti-terrorismo francese ha affermato che il terrorista proveniente dalla Tunisia, via Italia, che ha trucidato tre persone innocenti nella basilica di Notre Dame a Nizza nel momento dell’attacco oltre al coltellaccio portava con se una copia del sacro Corano.

L’arma e il movente, in attesa che fermino tutti i complici.

Non c’è nessuna responsabilità occidentale per testi che inequivocabilmente chiamano alla jihad, non sarà l’amore o le buone intenzioni a cambiare il futuro, l’Islam deve si riformarsi dall’interno, non è mai successo ma non è mai detto, ci sono tantissimi musulmani di buona volontà e sempre più leader stanno cercando di cambiare rotta per evitare lo scontro aperto tra civiltà.

Altri fanno l’opposto e vanno isolati o neutralizzati.

Fino ad allora, se vogliamo davvero sopravvivere come società e come individui nati liberi, dovremo difenderci con ogni mezzo, con forza incommensurabilmente più forte della loro.

Nell’interesse anche di chi guarda ma si ostina a non vedere, per interesse, ignoranza più o meno indotta e malafede.
Mai dimenticare che la solidarietà deve essere accompagnata dalla prudenza, perché guai a scordare quel monito “vi mando come pecore tra i lupi”.

E perché ad essere tolleranti con gli intolleranti l’unica cosa certa è che si finisce sottomessi.

 


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