Ha dovuto chiedere scusa per aver detto che l’uomo ha l’organo maschile, la donna quello femminile


Di Enzo Vitale

«I casi reali sono più dei casi possibili»: questa frase apparentemente insensata, che sembra contraddire la pur affermata e riconosciuta, purtroppo non da tutti, logica Aristotelica, era la chiosa con cui anni fa, un cardinale, terminava una sua lezione su De audiendis confessionis (circa l’ascolto delle confessioni). Si rivolgeva a giovani uomini avviati a divenire custodi e formatori di coscienze di coloro che, di lì a poco, avrebbero preteso da loro la Misericordia di Dio e l’aiuto per cose che essi stessi non avrebbero mai conosciuto. Richieste che si sarebbero manifestate nel contesto misterioso e affascinante dell’incontro fra Dio e uomo: la confessione.

E veniva chiesto loro di non stupirsi mai!

L’illogica affermazione serviva per smontare le buone intenzioni di chi voleva cercare nella Manualistica una risposta e un appiglio sicuro per difendersi dalla propria ignoranza. Per qualche secolo, infatti, la Manualistica ha fornito i criteri di come agire davanti ai casi di coscienza.

Praticamente si studiavano – forse è meglio dire – si mandavano a memoria il maggior numero possibile di casidi coscienza con le rispettive soluzioni e, all’occorrenza, si riusciva a dare una risposta, più o meno arrangiata, alle anime in pena.

Ma noi oggi sappiamo che questo modo di agire non è affatto accettabile: prediligiamo una morale delle virtù che ricerca un più intimo incontro con Dio che parla ad ognuno di noi come fosse il solo e l’unico.

Inoltre, è un fatto che, appunto, i casi reali siano e saranno sempre molti di più di quelli possibili, di quelli che possiamo aver analizzato, studiato, preparato, pensato e immaginato. La vita è sempre più ricca di quello che noi possiamo prevedere: infinite sono le possibili situazioni che ci troviamo ad affrontare e vivere, nostro malgrado.

E nel caso di possibili conseguenze maturabili in seguito alla definitiva approvazione del DdL Zan contro l’omofobia, possiamo solo provare a giocar di fantasia, senza mai sapere, fino in fondo, cosa potrebbe succedere.

Poteva mai immaginare Basil Anthony Zempilas, presentatore e sindaco della cittadina australiana di Perth, che la sua notorietà si estendesse all’intero globo solo per aver affermato che i maschi hanno il pene e le femmine la vagina…? Eppure, è accaduto!

E questo perché, per i fautori e promotori del “LGBTQIA+pensiero” non è la ragione che deve adattarsi alla realtà: la verità non è l’adattamento della mente alla realtà, ma l’esatto contrario.

Non oso neanche pensare all’imbarazzo vissuto da medici, infermieri e ostetrici, davanti ad un neonato al quale, evidentemente non portato dalla cicogna o dalla più “alla moda” maternità surrogata, uscendo dall’utero materno, sarebbe negata la definizione del proprio sesso, perché deve attendere i 18 anni.

Chissà, magari ci si abituano anche loro.

Di fatto è accaduto questo qualche settimana fa: l’esternazione lapalissiana di Zempilas è stata partorita (!) quando si è detto contrario ad una mamma che riteneva cosa buona attendere i 18 anni del proprio figlio in modo che potesse scegliere da sé il proprio sesso e non essere condizionato dal dato biologico.

L’esagerazione del sindaco è stata anche nel promettere una ricompensa in denaro a chi, tra gli ascoltatori della radio (si trattava di un’intervista radiofonica), avesse trovato una donna con il pene.

Inutile quasi raccontare il prosieguo della triste vicenda: sono state richieste le sue dimissioni con petizioni on line, si è richiesto lo spostamento del previsto festival LGBT+ dal suo comune in altra località limitrofa, oltre ad essere stato tempestato di insulti – lui e la moglie – sulle proprie pagine social fino ad aver subito atti di vandalismo nella propria abitazione ad opera di ignoti.

Morale della favola: è stato lui a dover chiedere pubblicamente scusa per quanto aveva affermato, avendo dimenticato che era intervistato in veste di sindaco e, infine, ha garantito ogni impegno in favore dei diritti della comunità LGBTQQIP2SAA.

È vero che la natura, a volte, non rispettando il nostro normale modo di pensare e vedere il mondo mette i citati professionisti del nascere in situazioni di dubbio, ma in generale, da che mondo è mondo, si è sempre affermata la divisione del cielo in due parti: maschi e femmine.

E sfido chiunque, anche i più accaniti e strenui difensori del pensiero forte, a dirmi che avrebbero mai, all’inizio di questo delirio del pensiero, immaginato che ci sarebbe stato un giorno il caso di un sindaco che si sarebbe trovato in una situazione del genere.

Cosa ne deduco? Spero di rimanere vigile spettatore di questo triste show. Nulla di logico mi attendo se non una serie di colpi di scena che non proveranno ad ottenere null’altro che il mio stupirmi di quanto la mente umana sia capace di concepire l’impensabile.

Ecco allora che trova conferma quanto qualcun altro aveva argutamente scritto: «il sonno della ragione genera mostri»… e che Dio ci aiuti a restar svegli e desti nonostante le continue iniezioni di anestetico mentale. L’impressione è che stiamo vivendo un incubo in cui volteggiano mostri molto più orribili di quelli rappresentati da Goya.

 


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