Esclusivo. Buttiglione: “la difesa della tradizione di Giovanni Paolo II infastidisce qualcuno…”

Di Bruno Volpe

“Il rigore dottrinale di Giovanni Paolo II infastidisce. Inadeguati alla seconda ondata Covid”: il professor Rocco Buttiglione, Vice Presidente Emerito della Camera dei Deputati parla a tutto campo, in questa intervista per Informazione Cattolica.

Presidente Buttiglione, alcuni organi di stampa americani sembrano aver preso di mira il pontificato di Giovanni Paolo II…

“L’ingratitudine umana non ha limiti. Non si valuta adeguatamente quello che ha fatto per la storia e l’umanità quel Papa che ha contribuito a liberare il mondo dal comunismo . Penso che molto derivi dall’interno della Chiesa”.

Cioè?

“In un lungo pontificato come il suo è evidente che vi fossero nemici ed avversari che adesso vengono fuori. E’ sempre accaduto così, dal tempo di Adamo ed Eva si pesca dei meandri limacciosi della memoria e del cuore. Non è una novità”.

Forse è il rigore dottrinale del santo Papa polacco che infastidisce…

“Direi persino la difesa della tradizione”.

Ritiene che questo fuoco sul mondo di Giovanni Paolo II e la sua santità, con attacchi a collaboratori diretti, sia in realtà un modo di attaccare la Polonia specie dopo la recente legge contro l’aborto?

“La Polonia dovrebbe prima di tutto fare pace al suo interno, anzi direi che quel Paese si attacca da sè. Vi è al suo interno chi usa e strumentalizza Giovanni Paolo II, penso ad alcuni ambienti di Chiesa anticonciliari graditi al governo. Costoro usano il santo Papa come una clava e dimenticano che Giovanni Paolo II fu uomo conciliare e della nuova modernità. Parallelamente sempre in Polonia, vi è chi scredita Giovanni Paolo II per demolire il sistema politico. Ritengo che quel Paese bene farebbe a considerare che Giovanni Paolo II fu uomo di unità e non divisione”.

Lei è un filosofo. Come vive il tempo della pandemia?

“In casa. Il lato negativo è che abbiamo tutti dimenticato il senso del limite, della malattia e della morte, ci crediamo invincibili. Tra realtà e finzione esiste uno iato. Il Covid ci dice che esiste una sorta di uguaglianza tra nazioni ricche e povere, che da questo punto di vista, non esistono differenze”.

Seconda ondata. Lei ha seguito specialmente le cose della Puglia. Che ne pensa?

“Nella prima ondata la Puglia si è disimpegnata bene. Ora fa acqua da tutte le parti. Certamente pesa il taglio indiscriminato degli ospedali, della carente medicina territoriale, come del resto in tutta Italia, siamo arrivati inadeguati”.

In Puglia a settembre si è votato alle amministrative e vi è chi imputa eccessive aperture…

“Questo è accaduto dappertutto sotto pressione di vari settori commerciali, abbiamo abbassato la guardia. In Puglia penso che sia avvenuto con maggior intensità. Ritengo per l’influsso della demagogia elettorale, alla ricerca del consenso”.

 

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