Uniamoci contro il “Grande Reset” del Nuovo Ordine Mondiale


Di Matteo Castagna

In questi ultimi mesi si sente molto parlare di “Grande Reset” mondiale, per cui una gestione sconsiderata dell’emergenza Covid-19 sarebbe sostanzialmente speculare ad un’agevolazione della realizzazione del Nuovo Ordine Mondiale, che le élites politico-economiche vorrebbero imporci, mentre siamo tutti annichiliti dal terrore della malattia.

Gli scritti, più che autorevoli, di Mons. Carlo Maria Viganò, su questo argomento, la decisa presa di posizione di p. Livio Fanzaga su Radio Maria ed altre provenienti da esponenti di punta del mondo conservatore, aggiungono pepe a quanto, finora, era relegato nel campo dei cosiddetti tradizionalisti, perché coinvolgerebbe, in modo piuttosto esplicito anche alcuni ecclesiastici, come parti attive ed integranti del lungo percorso verso l’instaurazione dell'”uomo nuovo”, plasmato in funzione del NWO.

“Così si governano gli stupidi. Avete visto come la gallina mi seguiva nonostante tutto il dolore che le ho procurato. La maggior parte dei popoli sono così. Continuano a seguire i loro governanti nonostante tutto il dolore che gli provocano con il solo scopo di ricevere un regalo da niente o semplicemente un po’ di cibo per qualche giorno” – avrebbe detto Stalin, commentando il suo governo della Russia comunista. Così, su questa linea di pensiero, va l’alleanza socialista con il liberismo, ovvero il globalismo del terzo millennio: mano libera al mercato, espulsione dallo stesso dei meno competitivi e sopravvivenza garantita a questi ultimi con le famose mancette di “dignità”.

Ora vogliono traslare questa trovata su vasta scala. Quanta più gente sarà intruppata nelle file dei “sussidiati minimi”, tanto più aumenterà il numero dei neo-proletari inoffensivi. Non già condannati a un destino da fame, foriero di spinte di ribellione, ma tenuti semmai sulla corda di un caritatevole obolo, da meritare strada facendo cambiando “abitudini” e rispettando le “regole”. Il famoso “reddito di cittadinanza” è stato l’antipasto di chi ci preparava a questi scenari.

Per parte sua, la “Matrice Mondialista” offrirà a questi individui “nudi” (anzi, “spennati”), oltre alla pagnotta, un altro genere di cibo: la garanzia della salvezza (non della salute, badate bene) da questo virus, e da tutti quelli a venire. Ecco la nuova mappa del mondo cui accennavamo poc’anzi: una griglia di interpretazione e lettura della realtà dove ciò che conta è essere “immuni” da un agente patogeno: oggi il Covid, domani chissà.

E in nome di questo privilegio, anzi in cambio di esso, gli atterriti abitanti del pianeta accetteranno qualsiasi collaterale misura: preventiva, contenitiva o punitiva. Anzi, saranno persino riconoscenti per essere stati spiumati a dovere, nonché giulivi per aver sofferto abbastanza, ma non troppo. E le sparute minoranze che si rifiutano di “adattarsi”?

Se non si organizzeranno per tempo, in una massa critica, faranno la fine dei “cretini” della famosa canzone di Lucio Dalla. Insomma: “Senza grandi disturbi qualcuno sparirà” e altri saranno ridotti all’irrilevanza. Queste sono parole poco rassicuranti, ma plausibili, che vengono dedotte da fonti ben chiare ed esplicite da parte di Francesco Carraro di Byoblu – il blog di Messora – quali il Forum economico mondiale (“Il grande ripristino: costruire la futura resilienza ai rischi globali“) in cui, il 17 novembre, l’ex vicepresidente degli Stati Uniti John Kerry ha affermato che gli Stati Uniti torneranno all’accordo di Parigi. Ha anche chiarito di essere un sostenitore del “Great Reset”. Alla tavola rotonda ha preso parte anche la leader dell’UE Ursula von der Leyen, completamente allineata al progetto. Il fondatore del World Economic Forum, Klaus Schwab, ha recentemente affermato che la quarta rivoluzione industriale nell’ambito del “Great Reset” avrebbe “portato a una fusione della nostra identità fisica, digitale e biologica”. Per il 2021 è stato annunciato un “vertice gemello” di incontri personali e virtuali all’insegna del motto “The Great Reset” .

All’interno di queste trasformazioni, di quella che a marzo chiamavo “rimodulazione della globalizzazione” tutto ciò che è identitario, tradizionale, sovranista è destinato a scomparire perché considerato come antitetico al programma del “Grande Reset”.

Ci si può chiedere come mai il New York Times ed i media mainstream di tutto il mondo si ostinino a far passare come “complottismo” quello che i grandi leader internazionali ammettono o scrivono apertamente. Ed è evidente a chi si occupa di informazione che essa si può fare per comunicare i fatti o per manipolarli.

Ebbene, oggi sembrerebbe che i grandi media abbiano il compito di indorare la pillola e di farla digerire alle masse acritiche che se la bevono, attribuendo alle invenzioni dei “cattivi” patrioti e identitari quello che, in realtà, i globalisti, loro padroni, partoriscono nelle stanze del potere. Dobbiamo dimenticare ogni personalismo ed unire la “minoranza creativa” rimasta sincera e pronta a difendersi sotto le insegne della tradizione e dell’identità europea classico-cristiana.

In questo contesto sarebbe davvero miope non capire che al Sistema occorrano capi di provata fede, ovvero globalisti certi. Per questo motivo, gente come Donald Trump è vista come un ostacolo da eliminare con ogni mezzo, all’apparenza democratico, ma verrà anche il momento di Putin, se non saprà dare sufficienti garanzie di allineamento. Merkel e Macron sono già da tempo pedine allineate. Conte pure. Berlusconi ha più interessi nella galassia global che in quella local.

Orban, in Ungheria, sembra resistere ed ha pure messo l’unicità del matrimonio tra uomo e donna nella Costituzione, cosa che cozza tremendamente con il modello di società fluida che le élites mondiali hanno in mente per noi.

Il leader dell’opposizione italiana, nonché del partito di maggioranza relativa Matteo Salvini ha bisogno di aiuto da parte di tutti coloro che hanno capito il giochetto euro-mondialista, perché da solo non può alzare il muro della resistenza che ci aspetteremmo.

Infine, i cattolici devono svegliarsi dal torpore, cogliendo “i segni dei tempi”.

Si può citare l’enciclica “Mirari vos” (15 agosto 1832) di Gregorio XVI, il quale leggeva la storia contemporanea sotto il segno di una “congiura dei malvagi” che non permetteva indulgenza e benignità alcuna da parte della Chiesa e imponeva piuttosto di “reprimere con il bastone” i vari errori.

Questo giudizio globalmente negativo sulla storia e sulla società occidentale, soprattutto sulle società democratiche, non fu soltanto ripreso nel magistero di Pio IX (basti citare il “Sillabo”), ma codificato solennemente nel proemio che apre la Costituzione dogmatica del Concilio Vaticano I sulla fede cattolica: la storia moderna, dopo il Concilio di Trento, viene descritta come la progressiva corruzione dell’uomo, provocata dalla negazione protestante del principio di autorità.

Se partiamo da questa visione antropologica, che porta al nichilismo attuale del “Grande Reset” troviamo la visione dell’uomo che si fa Dio per dominare l’universo, nel disprezzo del Dio che si fa Uomo per la nostra salvezza. Che pretendete che faccia Dio, vedendovi adorare il Vitello d’Oro, inseguendo le mode del mondo, nonché le follie socialiste e liberali? Nulla. E’ il Suo silenzio a dover preoccupare più del virus, almeno tutti coloro che conoscono le Sacre Scritture.

Non possiamo vivere, subendo la “Grande Apostasia”, ma testimoniando la Verità, anche se siamo rimasti un piccolo gregge. Dalla nostra reazione concreta di Fede autentica e non adulterata scaturiranno i segni che cerchiamo.

Non praevalebunt!


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Con assoluta lucidità, ecco la fotografia, inconfutabile, dei tempi presenti. L’esortazione di Gregorio XVI ci dice anche laddove ,forse, dovremo arrivare.

Non praevalebunt! Non praevalebunt! Non praevalebunt! Non praevalebunt! Non praevalebunt! Non praevalebunt! Non praevalebunt! Non praevalebunt!