Dopo manipolazioni linguistiche e sinistre propagande, cos’è oggi la Destra?


LA SINISTRA HA SOMMERSO LA DESTRA DI PSEUDO-CONCETTI IMMAGINARI, NATI DALLA SOGGETTIVITÀ. E’ GIUNTO IL MOMENTO DI RECUPERARNE VALORE E SIGNIFICATO PER SCOPRIRE ALCUNE COSE…

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Di Pietro Licciardi

Difficile definire cos’è la Destra dopo oltre un secolo di manipolazione linguistica e di sinistra propaganda che ha sempre definito questa come il regno, del totalitarismo, dell’arretratezza culturale, dell’oppressione del forte sul debole e via calunniando.

Ancora oggi la sinistra, maestra di menzogna e propaganda, fa passare per Destra quello che in realtà appartiene alla sinistra per potersi mostrare, lei che le appare contrapposta, come campione di libertà e diritti. Cosa peraltro falsa, proprio oggi in cui con la scusa del Covid la sinistra ha mostrato il suo vero volto calpestando e violando le più elementari prerogative costituzionali, istaurando una dittatura ogni giorno più forte e pervasiva.

Come definire dunque la Destra quando la sinistra la sommerge di pseudo-concetti immaginari, nati dalla soggettività?

Per il belga Marcel de Corte (1905-1994), filosofo neotomista cattolico l’uomo di Destra è l’uomo che accetta la condizione umana. «Una condizione che egli accetta e investe facendola fruttare nel profondo dell’anima sua. Se ne sente radicalmente responsabile e tanto più in quanto si sente incaricato di trasmetterlo con la stessa liberalità usata nel riceverlo. E’ la sola ricchezza che possa tenere per tale e che è così incorporata al suo essere totale che si confonde con lui e egli stesso con tutti coloro che l’hanno ricevuta in retaggio. In questo caso, l’uomo di Destra è infinitamente più socialista e comunista di qualsiasi seguace di Marx, infinitamente più ricco di tutti i banchieri e i grossi industriali del mondo».

Al contrario per de Corte sottrarsi agli imperativi della nascita è il segno infallibile della mentalità di sinistra, come della plutocrazia che le è intimamente apparentata, perché ciò che è proprio della ricchezza in valori monetabili è sostituire l’avere all’essere, in quanto indice del sacro.

«L’uomo di sinistra, come il finanziere puro, esclude dal suo campo visivo tutti i valori gratuiti legati alla nascita e tiene in considerazione soltanto quei valori convertibili in cifre e in statistiche. Per questo la Finanza è quasi sempre complice del socialismo che aborre in apparenza». E questo lo vediamo bene proprio oggi in cui la sinistra europea e americana è complice e alleata delle immense multinazionali globaliste dell’informatica e del capitale da cui ricevono gli ordini subordinando le politiche.

Al contrario Marcel de Corte avverte che l’uomo di Destra è incapace di entrare in questa dialettica quantitativa. «I valori della nascita, che gli sono cari, sono per lui valori ontologici che fanno parte del suo essere. Invitarlo a metterli sullo stesso piano dei valori economici, significa spingerlo a trasformarsi in uomo di sinistra, a negare se stesso. Non più di qualunque essere umano, egli disprezza i valori economici. Ma, per lui, essi sono strettamente e rigorosamente subordinati ai valori della nascita, della famiglia, della patria, della cultura e della civiltà, da cui il suo essere non si separa mai».

Cosa sconosciuta alla sinistra, la quale combatte da sempre una vera guerra oggi giunta al culmine, proprio contro la vita, la patria, la famiglia, la cultura e la civiltà, abbattendo statue e mistificando e manipolando la storia dei popoli.

Sempre per Marcel de Corte «La presa di coscienza della condizione umana e del dono gratuito che essa presuppone può condurre soltanto a Dio, alla Divinità che veglia indefettibilmente sulla Casa, sulla Patria e su questa Civiltà che suo Figlio ha eletto come luogo di nascita. Armato in questo modo, l’uomo di Destra può resistere, invincibile, a tutti gli assalti di una Barbarie che finirà per distruggere se stessa».

«L’uomo di Destra è così l’uomo della speranza, quella che rimane in noi quando tutte le illusioni sono svanite. Odio da parte mia, quei sedicenti uomini di Destra che si vergognano di esserlo. L’autentico uomo di Destra è colui che ripugna a quella “Destra” la cui caratteristica principale è di cedere a tutte le pressioni sociali del rispetto umano, della paura, della moda e del conformismo. L’uomo di Destra è l’uomo che affronta, che capisce le umili realtà della Nascita malgrado tutti i sarcasmi della plebe e delle “élites”, che traccia il suo solco, dritto davanti a sé. È l’uomo del progresso umano, perché è l’uomo della realtà umana, della sua definizione d’uomo».

In questo tempi sempre più regno della barbarie è arrivato il momento di capire cos’è veramente la Destra. Scopriremo allora che un cattolico non può che essere un uomo di Destra?

 


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Bellissimo!