“Ho visto presepi con interpretazioni a dir poco cervellotiche”


A TUTTO ESISTE UN LIMITE. IL PRESEPE COL VACCINO RASENTA LA BLASFEMIA…

Di Domenico Scilipoti Isgrò

Il Presepe è simbolo della Tradizione e della devozione popolare, di quella che si definisce la “fede dei semplici” (Benedetto XVI).

Con stupore ho visto le foto di numerosi presepi ed interpretazioni a dir poco personali, se non cervellotiche.

E’ da qualche anno che in verità vige la discutibile moda del presepe contestualizzato rispetto agli avvenimenti della contemporaneità.

Però questa volta ritengo sommessamente e senza vis polemica, che sia stato sorpassato il segno.

Nell’ ordine ho visto presepi ultramoderni con marziani (giudicato esteticamente dubbio da molti critici di arte sacra, persino sacerdoti e docenti qualificati incluso il prof Vittorio Sgarbi), mascherine, gel, e da ultimo quello con i Magi recanti il vaccino al Bambino.

A tutto esiste un limite, quest’ ultimo col vaccino rasenta la blasfemia.

Il Salvatore che viene e si incarna per noi, credenti e non, è il Tutto Santo colui che nel Vangelo ci libera dalle malattie di anima e corpo. Dare il vaccino a Gesù ha una duplice valenza negativa: o dirgli che infetta o che a sua volta è infettato. Essendo Uomo, ma di natura Divina (è l’ abc della teologia) non si comprende come possa essere infetto o infettato. Gesù Figlio di Dio, e terza Persona della SS. Trinità, è taumaturgo per elezione.

Il problema di queste derive sul presepe, ma avvengono ormai in liturgia e in ogni dove, sussiste nella scarsa vigilanza e ritengo, lo dico con umiltà, che i superiori ecclesiatici dovrebbero usare maggior cautela e presenza.

Due parole sui vaccini che i presepi hanno tirato in ballo.
Chi scrive è politico, ma anche medico. Non sono contro il vaccino in genere, anzi i vaccini hanno migliorato la qualità di vita.

Tuttavia, occorre evitare il pensiero unico sul vaccino, specie in relazione alla cosiddetta variante britannica. Domanda: ci sono controindicazioni, è stato usato il tempo necessario? Siamo del tutto sicuri? Non era forse il caso, assieme al vaccino, di dare il meglio per una risposta terapeutica che costa meno e rende ancor meno in termini di profitti per le case farmaceutiche?


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