Shemà. Commento al Vangelo del 30 dicembre della teologa Giuliva Di Berardino


Shemà (in ebraico “Ascolta”), un commento al Vangelo del Giorno di Giuliva Di Berardino.

Anche a noi, uomini e donne del terzo millennio, Nostro Signore Gesù Cristo dice: “Shemà”. Ascoltiamolo!

 

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IL COMMENTO TESTUALE

 IL VANGELO DEL GIORNO: Lc 2, 36-40

mercoledì 30 dicembre 2020

Oggi il Vangelo ci propone un modello per accogliere ancora nella nostra vita la presenza di Gesù Bambino: la profetessa Anna, vedova e anziana che ha saputo custodire il cuore sorpreso dal dolore e dalla morte del marito da quando era giovane, senza rovinarlo, senza imprigionarlo nel dolore, ma liberandolo nella lode, abitando il tempio di Dio e diventando così lei stessa dimora vivente delle lodi del tempio. Un grande esempio per tutti noi ci offre il Vangelo dedicando poche righe a questa donna, la profetessa Anna, la cui lode è divenuta profezia che mostra come il dolore possa essere trasfigurato in luce, fino a quel giorno, quando Gesù Bambino è venuto al tempio, fino a quando ha incontrato la luce vera in quel Bambino che, non i gradi dottori della legge, ma lei ha riconosciuto come Messia, e ha indicato a tutti come speranza della redenzione di Gerusalemme. E la figura di Anna ci apre anche uno scorcio sulla prima comunità cristiana che aveva al suo interno delle figure profetiche come Anna, donne che sapevano riconoscere e trasmettere la fede e la speranza nel popolo, mostrando con parole e segni concreti gli interventi di Dio nella storia di tutti. Allora oggi possiamo chiedere al Signore di farci il dono della lode, perché, come la profetessa Anna, possiamo incontrare Gesù Bambino con cuore libero. E se ieri abbiamo chiesto lo Spirito Santo per accogliere anche noi Gesù Bambino tra le braccia come ha fatto Simeone, oggi chiediamo la grinta, l’energia santa di Anna, per poter parlare del Bambino Gesù a tutti coloro che incontriamo. Ecco, che il piccolo Bambino divino ci doni oggi non solo di riconoscerLo ed accoglierLo come nostro piccolo Re di tenerezza e di pace, ma anche di condividere con gratuità e gioia i doni del Signore, che sono sempre più grandi delle nostre piccole attese umane. Ancora tanti auguri di gioia a tutti in questa ottave di Natale! 

Lc 2, 36-40

[Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore.] C’era una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme. Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

IL COMMENTO IN VIDEOhttps://www.youtube.com/channel/UCE_5qoPuQY7HPFA-gS9ad1g/videos

 


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