Concorso per docenti di religione: lo Snadir “suona la sveglia” ai Vescovi


IL SINDACATO NAZIONALE AUTONOMO DEGLI INSEGNANTI DI RELIGIONE HA INVIATO UNA LETTERA AI VESCOVI CHIEDENDO CHE LA SITUAZIONE DI PRECARIATO NELLA QUALE VERSANO OLTRE 15.000 DOCENTI ITALIANI VENGA ASSUNTA COME PRIORITÀ DAL SERVIZIO NAZIONALE IRC CUI COMPETEREBBE SALVAGUARDARE IL RUOLO PROFESSIONALE, OLTRECHÉ L’URGENZA PASTORALE CHE L’IDR SVOLGE NEL QUADRO DELLA SCUOLA STATALE E PARITARIA

A cura della Redazione

A un anno dalla conclusione dell’iter parlamentare sul tema del reclutamento dei docenti di religione cattolica e all’indomani della firma dell’intesa tra Cei e Ministero dell’istruzione per il bando di concorso che autorizza il Ministero a bandire entro l’anno 2021 (in precedenza, entro il 2020) un concorso per la copertura dei posti per l’insegnamento della religione cattolica che si prevede siano vacanti e disponibili negli anni scolastici dal 2021/2022 al 2023/2024, la mancata approvazione di una procedura straordinaria per il concorso di cui sopra continua a tenere sulle spine tantissimi incaricati annuali storici di religione cattolica.

Difatti, allo stato delle cose, l’adozione di una procedura ordinaria potrebbe determinare la perdita del posto di lavoro anche di chi è già in servizio da dieci, venti e più anni, considerato che i titoli culturali e di servizio avranno uno scarso rilievo nell’attribuzione del voto finale.

Di fronte a tale ingiustizia, lo Snadir ha comunicato che continuerà “non solo a proporre iniziative per la tutela dei precari, sia presso i tribunali interni che presso le corti europee, ma continuerà altresì a mantenere i contatti con le forze politiche affinché si intervenga sul piano normativo e si possa assicurare una procedura assunzionale straordinaria per gli Insegnanti di Religione, al pari di quanto è stato già disposto per gli  altri docenti abilitati”.

Anche a seguito del recente intervento di Monsignor Sanguineti, Vescovo di Pavia, a favore degli insegnanti di religione, lo Snadir ha intrapreso anche un’altra iniziativa: quella di inviare una lettera ai Vescovi chiedendo che la situazione di precariato nella quale versano oltre 15.000 docenti italiani venga assunta come priorità dal Servizio Nazionale IRC cui competerebbe salvaguardare il ruolo professionale, oltreché l’urgenza pastorale che l’IdR svolge nel quadro della scuola statale e paritaria.

“Se lo SNADIR ha avviato  – tramite le proprie segreterie provinciali – questa ulteriore iniziativa è per arrivare a un confronto equilibrato e a un’analisi  condivisa, che possa individuare i rischi di un concorso ordinario ed aprire la strada a soluzioni diverse, quali ad esempio, un concorso per soli titoli (possibile sulla base di quanto disposto dal DPCM del 3 dicembre u.s.) oppure un concorso con sola prova orale non selettiva. Su tali possibili soluzioni, tra l’altro, si è già realizzata una sostanziale convergenza di tutte le sigle sindacali nazionali della scuola. Considerato il rinvio al 31 dicembre 2021 disposto dal Decreto Milleproroghe quale termine per la predisposizione del bando di concorso per i docenti di religione, ci auguriamo che gli  esponenti  politici  utilizzino questo tempo per rivedere le disposizioni dell’art.1bis della legge 159/2019 predisponendo una procedura straordinaria di assunzione per i docenti di religione con almeno 36 mesi di servizio, anche  previo confronto con le sigle sindacali e con il Servizio Nazionale IRC sulla materia”, hanno fatto sapere dal Sindacato nazionale autonomo degli insegnanti di religione.

 


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