Gianfranco Svidercoschi: “il Concilio non è stato adeguatamente spiegato ai laici”


LA CHIESA NON SUBISCE PIÙ GLI EVENTI COME ACCADEVA PRIMA E TALVOLTA LI ANTICIPA, SA DI ESSERE PRESENTE NELLA STORIA 

Di Bruno Volpe

“Un Concilio e sei papi. Vi racconto 60 anni di Chiesa”:  è questo il titolo dell’ultima opera del giornalista e scrittore cattolico, di origine polacca, Gianfranco Svidercoschi.

Il tomo, edito per le Dehoniane, sarà in libreria la  settimana prossima. Svidercoschi, con la consueta abilità e precisione, racconta dalla sua angolazione, 60 anni di storia della Chiesa cattolica, dall’annuncio del Vaticano II ad oggi, passando dai sei pontefici che si sono succeduti in questo arco di tempo.

Informazione Cattolica lo ha intervistato.

Svidercoschi, perché questo titolo?

“In  questo volume che, per forza di cose è sintetico, narro la Chiesa cattolica da quando fu annunciato il Concilio ad oggi.  Lo faccio con documenti, analizzando la figura dei sei papi che si sono succeduti”.

Che cosa ha portato il Vaticano II?

“Un cambio di passo positivo e significativo nella vita e nella stessa mentalità della Chiesa cattolica. Una Chiesa che abbandonato vecchie idee e penso alla posizione sugli ebrei deicidi, una Chiesa che ha abbracciato con chiarezza categorie come pace, giustizia sociale. Grazie al Concilio la Chiesa  ha saputo aprirsi allo spirito dei tempi. Con la mente vado all’abbandono di fatto del latino nelle celebrazioni a vantaggio delle lingue locali, o alla posizione del celebrante rivolta verso i fedeli e non più di spalle. Tutto questo ha permesso alla Chiesa di non subire più gli eventi come accadeva prima, ma di essere presente nella storia, talvolta di anticiparli e penso alla caduta del muro di Berlino”.

Tutto bene allora?

“No. E’ pur vero che si è abbandonato, almeno in gran parte il clericalismo, però il Concilio non è stato adeguatamente spiegato ai laici che sono i grandi fruitori e protagonisti. Grazie al Concilio il popolo di Dio, ha preso dignità. Tuttavia erano proprio i chierici a dover illustrare questo ai laici e non sempre è accaduto”.

Giovanni Paolo II, che peso ha avuto?

“Un Papa del tutto conciliare, colui che ha messo in pratica ed attuato sapientemente il Concilio. Dobbiamo a lui, ad esempio, se le relazioni con l’ebraismo sono migliorate, nel 1986 andò a visitare la sinagoga. Giovanni Paolo II ha rivalutato i grandi temi della Gaudium et spes”.

Benedetto XVI?

“Forse ha avuto il limite di non credere totalmente ai risultati del Concilio, probabilmente i teologi non dovrebbero fare i papi. Inoltre non ha accettato con decisione la riforma liturgica, amante come era ed è della messa antica. A mio avviso la contrapposizione continua tra destra e sinistra, progressisti e conservatori non fa bene alla Chiesa”.

(Informazione Cattolica si dissocia da questa risposta su Benedetto XVI, infondata e superficiale)

E Papa Francesco?

“Pur non avendo vissuto il Concilio, è conciliare nello stile. Lo ha percepito e fatto suo nelle applicazioni pastorali in America Latina dove la Chiesa è meno teologica, e maggiormente pastorale”.

 


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Per la verità Informazione cattolica doveva forse dissociarsi anche dalla risposta data alal domanda su cosa ha portato il Concilio…