Il neo partito gay visita le case famiglie. “Vuole indottrinare i bambini?”


COME È POSSIBILE CHE CI SIANO FIOR FIORE DI VOLONTARI LASCIATI FUORI DALLE PORTE A CAUSA DELL’EMERGENZA COVID, PER EVITARE GIUSTAMENTE CONTATTI E PERICOLI INUTILI, E CHE QUESTE PERSONE RIESCANO AD ENTRARE E AD AVVICINARSI COSÌ FACILMENTE?

A cura di Angelica La Rosa

“Il neo partito gay va a far visita alle case famiglie per indottrinare i bambini. Ma per gli assistenti sociali e i giudici minorili la campagna “Dalla parte di tutte le famiglie” lanciata dal movimento partitico degli LGBTQI+ che prevede la visita in diverse case-famiglia di un Babbo Natale Rainbow è a loro tutela? E come è possibile che ci siano fior fiore di volontari lasciati fuori dalle porte a causa dell’emergenza Covid, per evitare giustamente contatti e pericoli inutili, e che queste persone riescano ad entrare e ad avvicinarsi così facilmente? Giù le manacce dai bambini subito” ha tuonato con una nota Pro Vita e Famiglia onlus, sottolineando l’inaccettabile intenzione del movimento di arrivare a sensibilizzare attorno al tema delle adozioni per coppie LGBTQI+ strumentalizzando i bambini ospiti nelle strutture destinate all’accoglienza di minori con difficoltà familiari alle spalle.

“Ci attiveremo immediatamente – ha aggiunto il vice presidente della onlus Jacopo Coghe – per fermare questa vergognosa campagna arcobaleno nella case famiglie. L’istituto dell’adozione serve a restituire ad un bimbo ciò che una tragedia ha tolto: mamma e papà. Non nasce per dare un figlio a chiunque lo voglia: non stiamo al mercato! Noi pensiamo che, se non in pochissimi casi, le istituzioni dovrebbero aiutare i genitori in difficoltà, non strappare loro i figli, se non in pochissimi casi ineluttabili”.

Pro Vita e Famiglia ha commentato anche le affermazioni di Luciana Lamorgese. “Cancellare dalla carta di identità dei minori di 14 anni la dicitura “padre/madre” sostituendola di nuovo con genitore uno e genitore due, è pura ideologia ed è una colossale menzogna. Attaccare la famiglia, cardine della società, può solo distruggere ancora di più questo Paese e la sua crescita sana, soprattutto ora che con l’emergenza Covid madri e padri stanno affrontando quasi da soli il dramma di arrivare a fine mese e di garantire un futuro sereno ai figli. La famiglia è fondamentale ed è l’unico l’ambiente naturale per lo sviluppo e il benessere di tutta la società”. Così ha dichiarato Jacopo Coghe, vice presidente di Pro Vita e Famiglia onlus, dopo la dichiarazione del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese.

“Nel mezzo di una crisi di governo e con l’Italia in emergenza sanitaria, sociale ed economica, il ministro dell’interno Lamorgese non trova di meglio da fare che ripristinare le diciture ‘genitore 1’ e ‘genitore 2’ sulle carte d’identità dei minori di 14 anni, cancellate nel 2018 dall’allora ministro Salvini in favore dei termini madre e padre. Adeguarsi al regolamento Ue in materia di privacy è solo la foglia di fico per nascondere una visione ideologica della identità del bambino, che trova nell’imposizione di un nuovo lessico una delle più subdole strategie per smantellare il diritto naturale, riconosciuto anche dalla nostra Costituzione. Nessuna forma di ingegneria sociale potrà infatti mai cancellare il fatto che ogni bimbo è figlio di un padre e di una madre e questo non comporta alcuna discriminazione nemmeno nei confronti dei minori che hanno subito la ferita della perdita di un genitore”, così ha commentato il leader del Family Day Massimo Gandoflini.

“In un momento storico come questo, in cui tutti evidenzano il valore delle relazioni famigliari per affrontare l’emergenza Covid, il Governo manda quindi un messaggio ideologico che va ad intaccare il legame primigenio di ogni essere umano, quello della generazione tra madre, padre e figlio. Suonano litanie gender mentre la barca affonda anche per colpa della denatalità. Auspichiamo un deciso cambio di rotta”, ha concluso Massimo Gandolfini


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