Dietro l’ecologismo e il globalismo si nasconde il Nuovo Ordine Mondiale?


PRENDERSI CURA DEL CREATO E’ UN DOVERE DELL’UMANITA’ COME DEVOZIONE A DIO E PER IL PROPRIO BENE, MA FINO A CHE PUNTO E’ GIUSTO PARLARE DI GREEN ECONOMY O DI ECOLOGISMO E GLOBALISMO? IN REALTA’QUESTI TERMINI APRONO LA STRADA A NUOVE FORME DI REGIMI TOTALITARI.

Di Emanuela Maccarrone

Il creato è uno dei doni che Dio ha elargito all’uomo.

Attraverso la sua contemplazione, l’uomo può constatare l’immagine di Dio e godere della sua opera d’arte.

La natura ci parla di Dio, ricordandoci in continuazione la sua volontà, ovvero nei piani di Dio l’uomo domina la terra, ma ne è anche il custode. Per questo è dovere dell’umanità prendersi cura del creato sia come devozione a Dio sia per il suo stesso bene.

E’ necessario che l’uomo si impegni in tal senso, purché l’attenzione alla natura non diventi un’ideologia che si oppone a Dio e all’umanità.

Oggi si parla spesso di ecologismo e di globalismo o di green economy. Questi termini danno l’illusione di un impegno attivo dell’uomo nella custodia del creato, in realtà non è proprio così.

Il XII Rapporto dell’Osservatorio Internazionale sulla Dottrina Sociale della Chiesa è di un altro parere.

“Il nostro dodicesimo Rapporto parla dell’ambientalismo e del globalismo considerandole due pericolose ideologie oggi molti diffuse. La Chiesa stessa sembra esserne ampiamente contagiata. Per l’ambientalismo basta ricordare il sinodo dell’Amazzonia e per il globalismo il nuovo concetto di “fratellanza” indicato nell’enciclica Fratelli tutti. Tra le due ideologie c’è un legame molto stretto: per proteggere l’ambiente (ambientalismo) bisogna operare insieme (globalismo) tramite un governo politico centrale”, ha affermato il direttore dell’Osservatorio, il professor Stefano Fontana.

Secondo il Rapporto dietro la diffusione di quei termini, apparentemente innocui, si celano delle ambiguità pericolose. “Le crisi ambientali sono costruite a tavolino – il Rapporto dimostra che il riscaldamento globale antropico è una grossa balla – e poi per fronteggiarle si potenziano i poteri globali (con i quali si fanno molte altre cose, specialmente contrarie all’ecologia umana)”.

In altre parole, si vorrebbe una ‘religione ambientalista’ che risulta essere sia un’ideologia quanto un’utopia.

“La categoria dell’utopia è molto penetrata nel linguaggio ecclesiastico di oggi: sognare, aprire processi, non aver paura del nuovo, non farsi rubare la speranza, creare un nuovo ordine mondiale, una nuova economia e così via. L’enciclica Fratelli tutti è caratterizzata da un approccio di questo tipo”, affermano dall’Osservatorio.

In particolare, il direttore avverte sulla pericolosità dell’utopia molto diffusa nella Chiesa cattolica poiché “ci parla di una Chiesa che non si fonda più sulla tradizione”.

Ma il globalismo e l’ecologismo sono anche un’ideologia politica perché “sono il modo per realizzare oggi la rivoluzione e per essere attuate hanno bisogno di un forte potere centrale, ossia di nuove forme totalitarie”.

Lo stesso Green Deal, il programma d’intervento ecologista europeo, è “privo di scientificità, molto ideologico e molto dirigista”.

In sostanza, secondo quanto emerge dal Rapporto, dietro il falso impegno dell’uomo nel salvaguardare il creato si “conducono trasformazioni economiche e sociali gestite dall’alto”. Nuovamente si denuncia una minaccia che sembri minare il benessere dell’umanità.

 


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