Persecuzioni dei cristiani nel mondo: i numeri dello strazio e i silenzi

Persecuzioni dei cristiani nel mondo: i numeri dello strazio e i silenzi

340 MILIONI DI CRISTIANI, UNO SU OTTO, VENGONO PERSEGUITATI O QUANTOMENO DISCRIMINATI; UNA CONDIZIONE AGGRAVATASI PER LA PANDEMIA IN CORSO

Di Diego Torre

E’ passata praticamente sotto silenzio l’accorata e documentata denuncia di Open Doors fatta nella Sala Stampa della Camera dei Deputati il 13 gennaio, grazie all’Intergruppo per la tutela della libertà religiosa dei cristiani nel mondo. Presente l’onorevole Andrea Delmastro delle Vedove (FdI) ed il promotore dell’Intergruppo, Cristian Nani, direttore della Fondazione Open Doors Italia.

Porte Aperte opera in più di 60 paesi a difesa dei cristiani perseguitati, con programmi di sviluppo socio-economico, iniziative di evangelizzazione e preghiera, sostegno alle vittime e tenta di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema. Inoltre  produce ogni anno il rapporto World Watch List, solitamente presentato in sede ONU e  Unione Europea.

Dal report di quest’anno apprendiamo che più di 340 milioni di cristiani, uno su otto, vengono perseguitati o quantomeno discriminati; una condizione aggravatasi per la pandemia in corso. Essa infatti consente ulteriori restrizioni alle loro libertà e favorisce l’azione dei gruppi terroristici. “È apparso evidente – dice il Rapporto – che essa sia diventata un catalizzatore di atteggiamenti oppressivi e repressivi, spesso nascosti”, come in India, dove più di 100.000 cristiani sono stati aiutati da Porte Aperte/Open Doors.  L’80%  di essi ha dichiarato di essere stati cacciati da altri centri di distribuzione aiuti. Situazione analoga in Myanmar e Bangladesh.

Sono ben 4761 (13 al giorno) quelli uccisi, nei 12 mesi osservati dal report; arrestati senza processo e incarcerati sono 4277 (11 ogni giorno) e quelli rapiti 1710 (4 al giorno). il numero di chiusure, attacchi e distruzioni di chiese ed edifici connessi (scuole, ospedali, ecc.) assomma a 4488 casi.

In testa da sempre Corea del Nord e, a seguire, Afghanistan, Somalia, Libia e Pakistan. In netto aumento con un incremento del 60% è la Nigeria.

E’ molto interessante l’elenco delle “nove matrici” delle persecuzioni fatto dal direttore Cristian  Nani: l’islam; il nazionalismo religioso (come in India); l’antagonismo etnico; l’oppressione tribale di clan e famiglia; il protezionismo denominazionale, quando una denominazione cristiana ne opprime un’altra; i regimi comunisti e post comunisti (come in Cina); l’intolleranza secolare(quella di casa nostra); la paranoia dittatoriale, e infine il crimine organizzato (come in Colombia o Messico).

Afferma ancora Nani, che si stima “che almeno 23 donne cristiane ogni giorno subiscano una violenza sessuale” in quanto tali; ogni giorno. Molte donne  sono state rapite, stuprate e assassinate perché non hanno accettato di convertirsi all’islam e di sposare i loro rapitori; bambine comprese. Sono aumentati i rapimenti (1.710), le conversioni e i matrimoni forzati ai loro danni.

Un fenomeno globale quindi, dinanzi al quale emerge prepotente la domanda: perché nessuno ne parla? Perché tacciono i massmedia? Perché bisbigliano appena le chiese?  E l’ONU? Eppure il fenomeno, perdurante nel tempo,  investe milioni di uomini. E proprio vero quanto ci insegnò il Divin Maestro: “ Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi” (Gv 15,18). Ma è altrettanto vero che la diserzione dei cristiani dell’occidente pigro e vile, di tante cose preoccupati tranne che dello strazio dei fratelli di fede, verrà imputato loro dal Giudice Celeste.

 

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