Arriva “Discovering Diversity”,  un videogioco innovativo e serio


IL LINGUAGGIO DEI VIDEOGIOCHI PER EDUCARE ALLA DIVERSITÀ UMANA VISTA COME UNA GRANDE OPPORTUNITÀ, PER FAVORIRE L’INCONTRO FRA CULTURE E RELIGIONI, PER RECUPERARE IL DIALOGO INTERGENERAZIONALE E PER AFFERMARE IL DIRITTO ALLA BELLEZZA PER TUTTI

Di Daniela Mugnai

Il gioco è simbolo di scambio, convivialità, amicizia, ma quando si parla di videogiochi, l’associazione è spesso con i temi della guerra e della violenza.

Discovering Diversity – sulle tracce della diversità” è una vera e propria rivoluzione Copernicana che utilizza uno dei linguaggi preferiti dai giovani per educare alla diversità umana vista come una grande opportunità, per favorire l’incontro fra culture e religioni, per recuperare il dialogo intergenerazionale e per affermare il diritto alla bellezza per tutti.

I primi due episodi saranno dedicati rispettivamente al territorio del Molise e a quello della Basilicata, ma il format prevede episodi in tutto il territorio italiano e successivamente coinvolgerà l’Europa ed il resto del mondo.

Nel gioco, incentrato sui temi dell’accessibilità universale, del dialogo interreligioso, dell’interculturalità, della rigenerazione dei borghi, della valorizzazione dei paesaggi, i ragazzi e le ragazze incontreranno molte persone reali e attraverseranno diversi luoghi (beni artistici, archeologici, ambientali, paesaggistici, etnoantropologici, enogastronomici, luoghi di fede, fatti e personaggi storico-letterari, siti ed aspetti connessi all’identità locale, produzioni ed eventi anche perduti e da recuperare, attività di svago e tempo libero purchè fortemente connesse al contesto territoriale).

Come ogni videogioco che si rispetti, in ogni scena ci saranno da trovare soluzioni, scoprire tradizioni e oggetti, risolvere enigmi, affrontare sfide… In particolare i primi due episodi si svolgeranno nello splendido Comune di Castel del Giudice (IS) a BorgoTufi e a Venosa (PZ) nello stupefacente scenario delle catacombe ebraiche e nel suo centro storico.

Il videogioco “Discovering diversity“ sarà scaricabile da Playstore o dall’App store e da casa ognuno potrà scegliersi il proprio personaggio (Avatar) e vivere la sua avventura in Molise e Basilicata.

Per superare i vari livelli e trovare le soluzioni in ogni scena, in alcuni casi, sarà necessario recarsi fisicamente nei luoghi interessati dal videogioco e trovare un indizio, parlare con una persona del luogo, oppure individuare un elemento che consenta di proseguire nel gioco stesso. Sarà quindi una modalità interessante per valorizzare e promuovere le straordinarie (e a volte sconosciute) ricchezze del territorio molisano e lucano.

Tra i molti aspetti che differenziano le culture, il cibo forse è uno dei più rilevanti e simbolici. L’alimentazione è spesso condizionata dal clima, dalla possibilità o meno di coltivare la terra, ma il modo di cucinare e/o il cibarsi di alcuni alimenti piuttosto che di altri può derivare anche da principi religiosi.

Per questo la tavola avrà un ruolo importante, tanto da essere protagonista come nel livello in cui i ragazzi (insieme ai ragazzi del luogo e con la supervisione di alcuni anziani) dovranno organizzare un pranzo interreligioso in cui si dovrà cucinare e mangiare insieme pietanze tradizionali locali.

Un rimando tra virtuale e reale che prevede la possibilità di interagire su più livelli, anche giocando in squadra.

In un’altra scena i protagonisti dovranno organizzare il Tu Bishvàt, ovvero il Capodanno degli alberi, una festività ebraica che è una sorta di ringraziamento per la fecondità della terra. Anche per chi non è ebreo, la festa sarà uno spunto per riflettere sull’importanza della natura e l’obbligo di rispettarla. La diversità come ricchezza e come tema che unisce e non separa.

Il videogioco permetterà a chiunque di giocare, indipendentemente dalle sue caratteristiche fisiche, sensoriali, anagrafiche, linguistiche, culturali e religiose. anche attraverso l’utilizzo della sottotitolazione multilingua, la possibilità di selezionare l’interprete della propria lingua dei segni, di regolare la luminosità, il campo visivo, le palette cromatiche, i livelli audio, la velocità del gioco, la semplificazione dei comandi e molto altro ancora…

I promotori del progetto sono: Itria ( Itinerari turistico religiosi interculturali e accessibili), Fondazione Giovanni Paolo II, CEAM ( Conferenza Episcopale Abruzzo e Molise), Icomos Italia, CIA Abruzzo ( Confederazione italiana Agricoltori), Consiglio d’Europa Ufficio di Venezia, ENAT (European Network for accessible tourism), APT Basilicata, Comune di Castel del Giudice, Design for All Italia.

Lunedì 1 febbraio, dalle ore 11.30, si terrà la conferenza stampa (per partecipare: https://meet.google.com/xwu-zhje-jtv) di presentazione del progetto. 

Alla Conferenza stampa parteciperanno:

Mons. Melchor Sanchez De Toca – Sottosegretario di Stato Pontificio Consiglio della Cultura Vaticano, Rabbino Emerito Umberto Piperno – Comitato tecnico scientifico Itria, Dino Angelaccio – Presidente di Itria (Itinerari turistico religiosi interculturali e accessibili), Olivia Cutone – Esperta del Terzo Settore, Annarita Pisano – Fumettista, Mario Ialenti – Direttore Conferenza Episcopale Abruzzo e Molise, Lino Gentile – Sindaco di Castel del Giudice, Marianna Iovanni – Sindaco di Venosa, Antonio Nicoletti – Direttore APT Basilicata (Azienda di promozione turistica), Maurizio Di Stefano – Presidente Icomos Italia (International Council on Monuments and Sites), Mauro Di Zio – Vice Presidente CIA (Confederazione italiana agricoltori) Anna Grazia Laura – Presidente ENAT (European Network for Accessible Tourism), Alberto D’Alessandro – Già Direttore Consiglio d’Europa e Direttore Meet Tourism Lucca, Olimpia Niglio – Vice Presidente internazionale Prerico Icomos (International Scientific Committee on Places of Religion and Ritual) Pete Kercher – Vice Presidente Design for All Italia.


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