Le sentinelle, piccole e grandi, della Buona stampa cattolica


L’EVOLUZIONE DELL’INFORMAZIONE CATTOLICA IN ITALIA, CON LEZIONI INEDITE DI GIORNALISMO, NEL NUOVO LIBRO DI MATTEO CANTORI

Di Matteo Orlando*

Nella ricorrenza di San Francesco di Sales (24 gennaio), Patrono della stampa e dei giornalisti, la piccola ma meritoria Editoriale Romani, una casa editrice nata a Roma nel 2012 dalla collaborazione tra professionisti del mondo dell’editoria cattolica con l’obiettivo di proporre testi di spessore ma con linguaggio accessibile, ha lanciato una pubblicazione originale e impegnativa.

Si tratta di “Evoluzione dell’informazione cattolica. Lezioni inedite di giornalismo e non solo”, libro curato da Matteo Cantori (nella foto insieme al Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano) che raccoglie ben 26 contributi di giornalisti cattolici e importanti rappresentanti della Chiesa italiana che, direttamente o indirettamente, sono stati impegnati o coinvolti nel mondo della comunicazione.

Il giornalismo cattolico, in effetti, ha conosciuto negli ultimi decenni uno sviluppo importante, sebbene non sempre premiato dall’efficacia e dalla presa sul grande pubblico. Ad ogni modo il giovane curatore di questa pubblicazione ha voluto dare all’insieme delle riflessioni degli autori coinvolti il senso quasi di una “scuola di giornalismo cattolico”.

Un’assoluta novità, quindi, con il contributo, fra gli altri, di Domenico Agasso jr, coordinatore di Vatican Insider, la rubrica vaticanista del quotidiano “La Stampa”, mons. Giovanni D’Ercole, Vescovo emerito di Ascoli Piceno e per molti anni conduttore televisivo (fra l’altro autore della rubrica religiosa RAI “Sulla via di Damasco”), Andrea Monda, attuale direttore de L’Osservatore Romano, Paolo Ruffini, “storico” direttore di rete ed attualmente alla guida del canale della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) Tv2000 e Andrea Tornielli, direttore della Direzione editoriale del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede.

Il libro è oltretutto arricchito dalla Prefazione di mons. Claudio Maria Celli, che è stato per nove anni alla guida del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni sociali ed una Postfazione del Cardinale Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia – Città della Pieve e presidente della CEI.

Anche il sottoscritto è stato chiamato ad esprimere le sue riflessioni dopo un anno di conduzione di una piccola testata come inFormazione Cattolica (www.informazionecattolica.it), nata su iniziativa di alcuni laici che, ispirati nella preghiera, hanno deciso di esprimere il loro Cristianesimo attraverso l’apostolato della Buona stampa.

Il progetto, lanciato il 19 marzo 2020, in pieno lockdown e giorno della festa di San Giuseppe, è stato accolto molto bene dai lettori, ben al di là delle più rosee previsioni.

La struttura semplice, volutamente scelta per il sito, ha favorito la lettura degli articoli da parte di una variegata platea di lettori.

Il non ricevere alcun tipo di contributo economico, ha rassicurato tutti i lettori, che esaltano il volontariato nell’ambito di questo tipo di comunicazione.

L’utilizzo dei social per condividere gli articoli ha portato il sito a raggiungere centinaia di migliaia di persone in poche settimane.

Una cosa che ci hanno chiesto in tanti è quella relativa alla posizione “teologica” di inFormazione Cattolica.

“Siete tradizionalisti o progressisti?”: questa è la domanda più frequente.

La nostra risposta è sempre la stessa: sono due categorie errate per definire sia l’informazione legata al mondo ecclesiale sia i fedeli o i gruppi all’interno della stessa Chiesa Cattolica.

Essere fedeli al suo magistero bimillenario non significa essere tradizionalisti ma semplicemente cattolici. Essere fedeli a Papa Francesco (e riconoscere solo lui come Pontefice regnante) non significa essere progressisti ma cattolici.

Scrivere di bellezza della Liturgia su un sito, in linea con gli insegnamenti della Chiesa, senza cedere alle lusinghe delle mode attuali, non significa essere tradizionalisti, ma cattolici.

Riportare le notizie di carattere politico, economico e sociale, che fanno emergere le difficoltà dei lavoratori, delle famiglie, delle aziende, così duramente colpite in questi mesi tormentati, non significa essere progressisti, ma cattolici.

Scrivere articoli sulla dottrina sociale della Chiesa non significa essere progressisti, ma cattolici. Similmente, scrivere sui dogmi o intervistare persone che hanno formazioni spirituali differenti, non significa essere tradizionalisti ma cattolici.

Diffusa, per ora, per via telematica, i punti di forza di inFormazione Cattolica sono lo scrupoloso controllo dottrinale dei contenuti, teso a promuovere la conoscenza dei fatti con indipendenza, accuratezza ed imparzialità, il non essere influenzati da pressioni di natura politica, né da interessi personali o economici.

La fedeltà alla Chiesa e al Papa ci porta a tralasciare ogni commento offensivo, volgare, blasfemo o inutilmente provocatorio.

Nei limiti del possibile, su inFormazione Cattolica tutto viene vagliato dal punto di vista veritativo e dottrinale.

Come ultima cosa, ma non come importanza, inFormazione Cattolica intende aiutare i lettori a formarsi e per questo motivo più della metà dei testi pubblicati ha un taglio formativo, culturale e spirituale.

La semplice informazione non basta. La nostra ambizione è anche quella di formare nella Sacra Scrittura, nella Tradizione Apostolica, nel Magistero della Chiesa, intimamente connessi, convinti come siamo che «la sacra Tradizione, la sacra Scrittura e il magistero della Chiesa, per sapientissima disposizione di Dio, sono tra loro talmente connessi e congiunti che nessuna di queste realtà sussiste senza le altre, e tutte insieme, ciascuna a modo proprio, sotto l’azione di un solo Spirito Santo, contribuiscono efficacemente alla salvezza delle anime» (Concilio Vaticano II, Costituzione Dogmatica “Dei Verbum“, Città del Vaticano 18 novembre 1965, n. 10).

Per concludere vorrei far riproporre un accorgimento che ho valorizzato nel mio contributo al libro curato da Matteo Cantori.

Ritengo infatti che una delle prime cose che un lettore attento di un quotidiano o rivista (cartacea o on-line che sia) chiede è quella relativa alla linea editoriale degli stessi, alla proprietà, ai componenti della redazione. Sono domande legittime e opportune. A maggior ragione lo sono nel campo dell’informazione cattolica.

In quest’ultimo caso ci sono testate nate per iniziativa della Chiesa attraverso i suoi uffici, reti e dicasteri e le attività dedite alle comunicazioni sociali e siti di informazione, oppure giornali e riviste, che hanno una ispirazione cristiana e nascono per iniziativa di fedeli laici che vogliono concorrere così alla “Nuova evangelizzazione” lanciata da San Giovanni Paolo II, ripresa da Benedetto XVI e suggellata da Papa Francesco.

Nel nostro piccolo, inFormazione Cattolica vorrebbe essere un piccolo contributo nato in autonomia da laici che aspirano ad essere piccole sentinelle della Buona stampa cattolica.

 

 

* Matteo Orlando, docente di Religione Cattolica (IRC), è giornalista pubblicista,
studioso di religioni e di mafie, dirige dal 19 marzo 2020 il sito online
(In)formazione Cattolica e collabora con alcune testate nazionali, come Il Giornale.it.
Tra i suoi libri “Mafia e antimafia spiegate agli studenti” (Avalon 2013),
Faithbook: La fede cattolica nel tempo dei conigli” (Chorabooks 2017) e,
assieme a Giuseppe Brienza (a cura di),
Le Serate di San Pietroburgo, oggi. Volume II” (Solfanelli 2021).

 


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