Ritornano in azione le ONG. Rilanciato lo sfruttamento dei migranti!


RITORNA IL BUSINESS DEI MIGRANTI, TRA GLI ULTIMI SBARCHI 10 TUNISINI GIA’ ESPULSI DAL NOSTRO PAESE.

Di Umberto Spiniello

Con il mitigarsi del clima e delle temperature, a Lampedusa sono tornati a sbarcare i barconi sull’Isola. In totale i migranti approdati sono stati quasi 500 solo nella prima settimana di febbraio.

Ritornano in azione anche le ONG, a pieno regime nel mediterraneo per offrire soccorso, pattugliare e trasportare migranti o forse per fare politica. Il governo Conte 2 in piena pandemia ha riaperto i porti smantellando i decreti sicurezza varati dal precedente governo giallo verde. Quindi, nuovamente via libera per la nave spagnola Open Arms che ritorna a portare extracomunitari in Italia. E così sono sempre gli italiani e in particolare i siciliani, a pagarne le conseguenze.

Tuttavia la nuova procedura prevede (in teoria) che le navi delle ONG, non debbano attraccare alla banchina, ma debba essere raggiunte, con le motovedette, dai medici dell’Usmaf che sottoporranno tutti i migranti a tamponi rapidi, prima dello sbarco. Ma rimangono dubbi sulle controverse rotte della Open Arms, che raccoglie i migranti in acque libiche, per poi trasportarli in Italia, alimentando il business dei trafficanti di esseri umani, intasando i centri di accoglienza e destabilizzando il tessuto sociale Italiano. Inoltre, alla ripresa del fenomeno dei migranti, si registrano le incongruenze “storiche” legate al percorso di integrazione e di regolamento dei flussi in ingrasso sul nostro territorio.

Gli agenti della polizia di Stato, il 10 febbraio, hanno arrestato 10 migranti, tutti di nazionalità tunisina, sbarcati a Lampedusa nei giorni scorsi, perché sono rientrati in Italia nonostante avessero ricevuto un decreto di respingimento. I migranti sono stati sottoposti alla misura degli arresti domiciliari presso l’hot spot di Lampedusa. Purtroppo risulta essere un copione che si ripete frequentemente, quello dei migranti di “secondo sbarco” cacciati dall’Italia per attività criminali e poi rientrati sul nostro territorio, grazie alle regolamentazioni inconsistenti delle nostre attuali leggi.

L’ideologia è una componente della politica, certo, ma gestire un fenomeno tanto complesso e dalle gravi ripercussioni sociali come l’immigrazione di massa, senza appellarsi al buon senso e ad un sano pragmatismo, sembra far trasparire una sorta di indifferenza (o addirittura di odio) per la nostra nazione, la nostra cultura e la nostra identità.

La presidente dei senatori di Forza Italia, Anna Maria Bernini, e il senatore forzista, Maurizio Gasparri, sono polemici per lo sbarco dei migranti in Sicilia. Polemiche vengono sollevate anche dal sindaco di Porto Empedocle, Ida Carmi na che attacca l’esecutivo: “In rotta c’era prima Pozzallo (Rg).

Malta rifiuta l’accoglienza e non capisco come mai abbiano deciso di portarli, anziché nella zona frontaliera e vicina, da noi. Non è corretto che non vi sia un’equa distribuzione, non solo dei migranti a terra, ma anche degli sbarchi. Porto Empedocle è stata considerata, fino ad ora, una facile scappatoia per le decisioni ministeriali”.

Buona parte delle carrette del mare che richiedono soccorso, partono dalla Libia. In particolare, la zona più usata dagli scafisti sembrerebbe quella di Al Khoms e Garabulli. Le organizzazioni criminali che lucrano sui viaggi della speranza appaiono storicamente più radicate proprio in queste aree .

Considerando gli sviluppi politici in Libia, non sembrerebbe casuale il riaffacciarsi dei fenomeni migratori verso l’Italia. La nomina di un nuovo premier libico, ha innescato una competizione tra le varie milizie dislocate sul territorio africano, al fine di mostrare il loro potere e raggio d’azione. In questo contesto far ripartire il business dei trafficanti nel mediterraneo, significa far acquisire una supremazia economica per le organizzazioni criminali, e questo purtroppo passa anche sulla pelle di centinaia di migranti.

 


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