Olanda, più controllo ai confini con il Piano immigrazione targato JA21

Olanda, più controllo ai confini con il Piano immigrazione targato JA21

Nel programma elettorale del nuovo movimento della destra olandese fondato da Joost Eerdmans e Annabel Nanninga più legge e ordine, permessi di soggiorno solo temporanei, controllo rigoroso delle frontiere e niente più miliardi “a fondo perduto” all’UE

Di Giuseppe Brienza

Dopo le dimissioni lo scorso 16 gennaio del Governo Rutte manca ormai poco più di un mese alle elezioni politiche in Olanda.

Tra i partiti e movimenti che si presenteranno per la prima volta il 17 marzo agli elettori vi è il JA21, formazione nata da una scissione interna del partito sovranista di destra Forum voor Democratie (FvD), guidato da Thierry Baudet.

I due leader del JA21, Joost Eerdmans e Annabel Nanninga, fino al novembre 2020 esponenti dinamici e volitivi del Forum voor Democratie, sono due senatori e giornalisti che, a differenza di Baudet, aspirano a guidare un partito proiettato al governo e all’alleanza con il centrodestra.

Per raggiungere quest’obiettivo Eerdmans e Nanninga hanno dato vita, nel dicembre del 2020, alla nuova formazione che, rinnegando l’antieuropeismo senza se e senza ma di Baudet, auspica una riconduzione dell’UE al disegno originario di alleanza rispettosa della sovranità degli Stati.

Dopo aver elaborato un programma di ben 75 pagine, con l’interessante proposta d’introdurre restrizioni alla legislazione nazionale sull’aborto, i tecnici del JA21 non si sono fermati e, in vista dell’imminente chiamata alle urne, hanno prodotto un nuovo documento di 12 pagine dal titolo: Piano sull’immigrazione. Una risposta giusta (Migratieplan. Het Juiste Antwoord).

Partendo da un esame impietoso delle conseguenze dell’apertura indiscriminata delle frontiere, coniugata con «una politica d’integrazione lassista che sta lasciando profonde cicatrici nella nostra società» (p. 2), JA21 punta il dito soprattutto su tre fenomeni da arginare e combattere: 1) la carenza di alloggi per i cittadini dei Paesi Bassi, che sta «aumentando di giorno in giorno», 2) il tracollo dello Stato sociale e, infine, 3) lo smarrimento dell’identità olandese, le cui consuetudini e valori «si stanno pian piano diluendo».

«Molti olandesi – leggiamo sul sito https://ja21.nlsono ben consapevoli di questa situazione e, per questo, da molte elezioni di fila stanno votando partiti e movimenti che annunciano politiche restrittive sull’immigrazione. Da 10 anni, però, stanno ottenendo il risultato opposto: più immigrazione, maggiori richieste di asilo e una politica lassista sull’integrazione. È necessario un cambio di rotta».

Oltre che brandendo i soliti slogan della destra sovranista europea, JA21 si presenta avanzando proposte di soluzione concreta, contenute nel citato Piano sull’immigrazione 2021.

Ognuna di queste, assicurano, «è fattibile e progettata per limitare l’immigrazione, promuovere il rientro nei Paesi d’origine dei migranti ove necessario, arginare il flusso dei richiedenti asilo e stroncare quindi l’immigrazione illegale».

Nella Prefazione al Piano, il leader del movimento Joost Eerdmans se la prende con il Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia (Vvd) dell’attuale premier dimissionario Mark Rutte. «L’unica cosa che ostacola una politica rigorosa in materia di immigrazione e di asilo – scrive il capolista JA21 alle prossime elezioni – è la mancanza di una precisa volontà politica. Il Vvd promette ancora politiche restrittive ma, allo stesso tempo, si prepara a governare con quei partiti della sinistra che sono all’origine dell’immigrazionismo».

Ricordando temi e parole proposti in questi giorni dalla Lega di Matteo Salvini per giustificare l’ingresso nel Governo Draghi, Eerdmans biasima ogni estremismo parolaio od opposizione comoda.

«Gridare le cose da bordo campo è facile scrive il leader di JA21 presentando il Piano sull’immigrazione. Noi però vogliamo non solo denunciare i problemi, ma anche provare a cambiare davvero le cose. Pim Fortuyn [(1948-2002), leader sovranista olandese ucciso da un attivista filo-islamico a 9 giorni dalle elezioni – secondo molti ne sarebbe uscito Capo del Governo -] osservò diciannove anni fa che “mancavano cinque minuti a mezzanotte”. È ormai notte fonda. È tempo quindi di passare finalmente dalle promesse ai fatti. Mettiamoci al lavoro!».

 

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